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di Redazione   
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mer 29 mag 2019 16:10 ~ ultimo agg. 30 mag 14:33
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A uccidere India Muccioli, la nipote 18enne di Vincenzo, il fondatore della Comunità San Patrignano, è stata un’intossicazione da monossido sprigionato da un vecchio braciere con dentro della cenere che la ragazzina avrebbe acceso per riscaldare l’ambiente prima di addormentarsi. A riferirlo per conto della famiglia Muccioli è il legale Alessandro Catrani. “In data odierna, presso l’Ospedale di Rimini, si è svolta l’autopsia sul corpo della povera India Muccioli ad opera del medico legale dottor Mauro Pesaresi di Ancona, incaricato in tal senso dalla Procura della Repubblica di Rimini – spiega l’avvocato in una nota -. Ha partecipato all’incombente, nel ruolo di consulente tecnico della famiglia, la dottoressa Donatella Fedeli di Bologna. Al termine dell’esame autoptico, abbiamo appreso, dal nostro consulente, che i dati obiettivi (in attesa della conferma delle analisi di laboratorio), depongono per un’intossicazione da monossido  avvenuta nella notte. Ciò anche in considerazione dell’accertata assenza di segni ed evidenze che depongano per altre dinamiche. Tale quadro, riteniamo, appare sempre più coerente ormai con la tragica ipotesi della fatalità. La famiglia, distrutta dal dolore, mio tramite, desidera ringraziare la cittadinanza tutta e le tantissime persone care di ogni dove per il calore e l’affetto ricevuto incessantemente in queste drammatiche ore”.

I funerali di India Muccioli si svolgeranno domani, giovedì 30 maggio, nella chiesa di Sant’Agostino alle ore 15. Il nullaosta alla sepoltura è stato dato dal pubblico ministero Luca Bertuzzi, che coordina le indagini della Squadra Mobile.

Nel tardo pomeriggio è poi lo stesso Andrea Muccioli, con un post su Facebook, a parlare per la famiglia: “La perdita di India è per tutti noi un dolore straziante, inconsolabile, ineluttabile. Speriamo solo che Lei possa, dalla Luce in cui si trova immersa ora, col suo amore tendere la sua mano vero di noi e guidarci in questo nuovo cammino.
Con Cristina, Lorenzo e Jacopo vi ringrazio di tutte le parole, l’affetto, la vicinanza con cui ci avete sostenuto in questi giorni. Senza tutto il vostro prendervi cura, in tanti modi, di noi, non saremmo riusciti ad attraversare lo strazio di questa perdita”.

I fatti. Il corpo privo di vita di India Muccioli, 18 anni, studentessa all’ultimo anno del liceo artistico, è stato trovato dal padre Andrea domenica scorsa, intorno alle 14, quando si è recato nella casa in ristrutturazione e disabitata da anni di via Isotta, non vedendo la figlia rientrare per pranzo. Lei era distesa sul divano, sembrava dormisse, invece era morta. Il braciere lì accanto era spento, il sacchetto della carbonella aperto. Quella casa era diventata il rifugio di India e dei suoi due fratelli. Capitava che ogni tanto trascorressero qualche ora lì, soli o in compagnia degli amici. Il giorno prima della tragedia, India aveva discusso con la madre e il padre. Un battibecco normale, come ce ne sono tanti tra adolescenti e genitori. La sera era uscita con alcuni amici, poi aveva deciso dormire nella casa di via Isotta. Che però, essendo in ristrutturazione, era fredda. E’ questo il motivo che avrebbe spinto la 18enne ad accendere il braciere, per riscaldarsi. Il mattino seguente, intorno alle 11, il primo ad entrare nell’appartamento era stato il fratello maggiore. Affacciandosi alla porta l’avrebbe vista lì, distesa sul divano, con gli occhi semichiusi. Credeva dormisse, così se n’è andato tranquillo. Però, non vedendola rientrare per pranzo, i genitori hanno incominciato a preoccuparsi, e Andrea è corso in via Isotta a controllare. E’ stato lui a scoprire che la figlia era morta. Gli uomini della Squadra Mobile, che si sono occupati delle indagini, coordinate dal pm Luca Bertuzzi, una volta esclusa la mano di terze persone, hanno subito concentrato le loro attenzioni su quel braciere. L’autopsia, svolta oggi, ha confermato che India è morta per un’intossicazione da monossido. Possibile allora che il fratello quella mattina non abbia sentito odore di bruciato nella stanza? Possibile, perché il braciere si sarebbe consumato nel corso della notte e spento alle prime luci dell’alba. L’odore di bruciato, quindi, nel giro di quattro, cinque ore sarebbe scomparso quasi del tutto. Inoltre, il fratello si sarebbe affacciato nella stanza per pochi secondi, senza entrare. Ma, anche se lo avesse fatto, non sarebbe cambiato nulla perché la sorella, con tutta probabilità, era già morta. L’ipotesi del suicidio (in una prima fase presa in considerazione dagli investigatori per via di un diario ritrovato nell’appartamento in cui erano riportati pensieri foschi), per le modalità in cui è avvenuto il decesso, sembrerebbe cadere. Per la famiglia, distrutta dal dolore, non ci sono dubbi: si è trattato di una tragica fatalità.

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