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di Redazione   
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ven 17 mag 2019 19:36 ~ ultimo agg. 19:43
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Si terrà domani mattina, sabato 18 maggio, a partire dalle 9,30 al Cinema Teatro Tiberio di Rimini, il convegno “Il lavoratore di frontiera. Lavorare a San Marino aspettando l’Europa”. Questo appuntamento è promosso dal CSIR, organismo di cooperazione sovranazionale che riunisce CGIL-CISL-UIL delle Regioni Emilia Romagna e Marche e la CSdL e CDLS della Repubblica di San Marino. L’ incontro vede il il Patrocino della Confederazione Europea dei Sindacati (CES) e vuole essere l’occasione da un lato di ripercorrere le tappe di un lungo percorso di lavoro che ha visto i sindacati impegnati da oltre 24 anni nella rappresentanza dei lavoratori transfrontalieri e nella difesa e promozione dei loro diritti, dall’altro ha l’ambizione di voler richiamare tutti, istituzioni e rappresentanze politiche ai diversi livelli, a proseguire con rinnovata attenzione il proprio impegno verso le problematiche insite in questa particolare tipologia di lavoro svolto da una parte importante di cittadini italiani nella Repubblica di San Marino.

Sono infatti oltre 5.900 i lavoratori italiani che risiedono nei nostri comuni e lavorano oltre frontiera. “Essi rappresentano una importante risorsa economica per i territori di confine ed allo stesso tempo un volano importante per la nostra economia locale, sul quale è bene tenere accesi i riflettori portandone in evidenza le problematiche sociali e lavorative”, spiega Giuseppina Morolli, presidente CSiR-. Il programma dei lavori prevede proprio la relazione d’apertura della Morolli che illustrerà il lavoro fatto in questi anni da questo organismo nato nel 1995 a partire dall’annosa questione della franchigia, oggi risolta e riconosciuta in via strutturale e definitiva di 7.500 euro.

Altro tema per i frontalieri quello della precarietà. “Infatti fino a poco tempo fa non avevano possibilità di essere assunti a tempo indeterminato – spiega ancora la Morolli -. Con la battaglia fatta dalle organizzazioni sindacali di San Marino con la recente Legge Sviluppo si è previsto il tempo indeterminato anche per i frontalieri. Inoltre è necessario dotarsi di uno Statuto dei frontalieri, al quale le Organizzazioni sindacali di CGIL CISL UIL a livello nazionale stanno lavorando con la possibilità di trasformarlo in legge di Stato, è stato aperto un tavolo di confronto interministeriale, partito nel 2016 presso il ministero degli Affari Esteri, con successivo incontro a Palazzo Ghigi. Chiediamo che anche questo governo prosegua sulla stessa linea convocando al più presto le organizzazioni sindacali”. Ai lavori porteranno i loro saluti le autorità presenti, Emma Petitti in rappresentanza della Regione Emilia-Romagna, il Segretario di Stato al Lavoro di San Marino, Andrea Zafferani. Interverranno inoltre le organizzazioni sindacali attive nel CSIR e l’intervento conclusivo sarà svolto da Giuseppe Augurusa (coordinatore nazionale frontalieri CGIL). Coordinatore e moderatore dell’incontro sarà Massimo Fossati, componente CSIR.

Durante l’incontro a nome del CSIR verrà illustrata da parte di Paride Neri (vice presidente CSIR) la ‘Guida al lavoro frontaliero’. Una guida essenziale che, nella sua estrema semplicità, vuole essere un utile strumento per tutti coloro che lavorano oltre frontiera. Si tratta di un opuscolo che vuole far comprendere ai 5.900 lavoratori italiani occupati in Repubblica, circa il 40% di tutti gli occupati del settore privato sammarinese, le regole basilari sulle condizioni contrattuali, i diritti, le norme previdenziali, il trattamento fiscale. Un manuale di facile consultazione per quanti vivono la condizione di lavoratore transfrontaliero, per coloro che aspirano a diventarlo e per chi vuole comprendere le condizioni di chi vive in uno Stato e lavora in un altro. La questione della residenza è infatti il comune denominatore che porta spesso a determinare profonde ed ingiustificate differenze di trattamento.

Discriminazioni e disparità di trattamento, sottolinea il CSIR, che “abbiamo sempre combattuto attraverso numerose iniziative come quella per l’eliminazione della cosiddetta Tassa Etnica, che ci ha visto promotori dell’invio di oltre 3mila cartoline al Presidente della Repubblica italiana, e all’intesa offensiva politico-diplomatica per superare la precarietà fiscale e quella contrattuale”. L’impegno delle organizzazioni sindacali riunite nel CSIR continua ora sul fronte del riconoscimento giuridico del ruolo e della figura del lavoratore di confine. “Abbiamo bisogno insieme di rafforzare la confederazione europea dei sindacati (CES), per questo è importante esserci e proseguire quella politica di alleanze che possa permetterci di costruire una Europa migliore”.

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