sabato 21 settembre 2019
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In foto: la Questura di Riimni
di Lamberto Abbati   
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gio 14 mar 2019 12:14 ~ ultimo agg. 18:27
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Nonostante da cinque anni fosse stato costretto ad abbandonare la sua a casa e a trasferirsi in un altro appartamento, quel figlio tossicodipendente dall’adolescenza, con il vizio del gioco, attualmente in cura al Sert, continuava a minacciarlo di morte per avere i soldi. Che poi spendeva alle slot e per acquistare la droga. “T’ammazzo, è da molto tempo che voglio farlo e prima o poi ci riuscirò”, fu una delle ultime minacce rivolte al padre mentre gli puntava un coltello da cucina alla gola.

Negli ultimi anni il figlio, un 28enne della zona, aveva sottratto al padre la bellezza di 15mila euro. Spesso la carta di credito dell’uomo spariva, così come l’home banking, e dal conto dell’uomo venivano effettuati prelievi da 1.000 euro in su. Stessa trattamento riservato anche alla compagna del padre, a cui sparirono soldi e gioielli. Il padre, a malincuore, aveva più volte denunciato il figlio, che puntualmente si presentava alla sua porta per ottenere altro denaro. E quando l’uomo si rifiutava, ecco che il 28enne perdeva la testa e gli metteva le mani addosso. L’ultima lite violenta risale al 5 marzo, quando una pattuglia della Questura era intervenuta su richiesta dell’uomo.

Gli uomini delle Volanti, nella serata di ieri, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Benedetta Vitolo, su richiesta del sostituto procuratore Davide Ercolani, arrestando il 28enne, per i ripetuti maltrattamenti nei confronti del padre.

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