lunedì 23 settembre 2019
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In foto: Gemmano soldati
di Cristina Gambini   
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ven 1 mar 2019 11:40
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Giannina Bianchi, classe 1927, è cresciuta a Marazzano, una frazione di Gemmano. Come ricorda in questa intervista era  una giovane ragazza quando la guerra arrivò; fino ad allora aveva conosciuto poco o nulla del mondo e della vita. Ebbe presto modo di fare esperienza del dolore, della miseria e della disperazione.

Quando arrivarono i primi soldati tedeschi a Marazzano, dove abitava con i genitori che lì avevano una piccola bottega, aveva paura: portavano via tutto quello che trovavano. Giunsero poi dei ragazzi siciliani che, dopo l’8 settembre, erano fuggiti e si erano fermati in quel di Gemmano;  iniziarono proprio loro a scavare i rifugi per ripararsi dai bombardamenti, rivolti verso il mare. Fu un grave errore: proprio dal mare arrivarono le bombe che distrussero la famiglia e il luogo in cui si erano rifugiati. Quella notte morirono il padre e un cugino: lei e le sorelle, con la giovane madre, rimasero sole e fragili, donne  in mezzo al caos.

Ma cos’è la guerra, come le si resiste?

Giannina ricorda ancora tutte le volte che disse a se stessa che se la guerra fosse scoppiata ancora, se fosse tornata un’altra volta, non si sarebbe fermata: avrebbe fatto di tutto per cercare pace e rifugio in altri paesi. Queste parole le tornano alla mente ogni volta che vede profughi coinvolti, loro malgrado, nei tanti conflitti ancora in atto. Queste le parole della compassione e della saggezza di chi ha visto tanto, forse troppo.

Guarda l’intervista a Giannina Bianchi:

Guarda il promo del progetto:

Gli eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale connessi al passaggio del fronte di guerra sulla Linea Gotica Orientale hanno segnato profondamente la storia del territorio della Valconca. Oggi questa memoria viene raccolta e trasmessa alle giovani generazioni grazie al web.

Su www.memorielineagotica.it potrete conoscere i protagonisti del progetto “Memorie dalla linea gotica orientale”, promosso dai Comuni di Montescudo–Monte Colombo, Gemmano, Montegridolfo e San Clemente, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna.

Ad oggi sono 26 le interviste raccolte a testimoni oculari, 16 realizzate nel 2017 e 10 nell’anno successivo. Dal 2018 si è inoltre lavorato su materiale di archivio – testi ed audio – per favorirne il recupero, la valorizzazione e diffusione sul web. Si tratta di testimonianze raccolte nel corso dei decenni con metodologie e obiettivi diversi ma uniche ed efficaci per la storia del territorio e dei suoi abitanti.

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