martedì 19 marzo 2019
In foto: il vescovo Lambiasi (repertorio)
di Redazione   
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ven 22 feb 2019 19:25 ~ ultimo agg. 23 feb 10:57
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Si intitola “Una Chiesa tutta sinodale. Il sogno di Francesco” l’omelia pronunciata dal vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi, per la s. Messa celebrata oggi in Basilica in memoria di don Luigi Giussani nel 14° anniversario della sua scomparsa e nel 37° del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione. Il vescovo affronta i punti del mistero della Chiesa e una Chiesa sinodale e , nella parte conclusiva, rilancia anche il tema dell’accoglienza dei migranti e il “cantiere” dei giovani.

Imbattersi nella figura di Simon Pietro lungo le righe dei quattro vangeli è un po’ come guardarsi allo specchio. In effetti Simone è uomo roccioso e friabile, impetuoso e calcolatore, fedele e spudoratamente infedele. Pietro è proprio uno di noi, con gli slanci e i precipitosi tonfi di ognuno di noi. Con le vertiginose impennate e le immancabili, stucchevoli ricadute della nostra desolata fragilità. Non è certo casuale che nel seguito immediato di questo brano l’evangelista riporti l’amaro rimprovero fulminato da Gesù contro Pietro, fino a definirlo “Satana”. Ne viene fuori un aspro contrasto: tra la fede di Pietro e la sua ostinata incomprensione del mistero di Gesù; tra l’autorità affidata a Pietro e il richiamo sdegnato di Gesù. è il contrasto tra il peccato e la grazia, tra la miseria e la misericordia. Quel giorno Simone si lasciò letteralmente… ‘in-pietrire’, e divenne Pietro. E Pietro divenne pietra: la pietra di fondazione dell’edificio-Chiesa.
L’omelia di mons. Lambiasi prosegue e si sviluppa toccando due punti: il mistero della Chiesa e una Chiesa sinodale.

  1. 1. Sul mistero della Chiesa il Vescovo prende l’abbrivio da una citazione di don Giussani. Nel libro Perché la Chiesa scriveva:

“La Chiesa non solo è qualcosa che nasce dalla vita, ma è una vita. Chi si accinga a verificare una propria opinione sulla Chiesa deve tener presente che per l’intelligenza reale di una vita come la Chiesa occorre una adeguata convivenza”.

In altre parole: per entrare con il cuore nel mistero della Chiesa si richiede una sintonia con la realtà palpitante della Chiesa. Ma non è questa la vostra esperienza, fratelli e sorelle di CL? Voi non dite: “Cristo sì, Chiesa no”. Ma dite: “Cristo sì” e proprio per il sì a Cristo, voi dite anche “sì alla Chiesa”. (…)

La Chiesa viene dall’unità del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Le sue sorgenti sgorgano dal grembo della santa Trinità, in cui le persone divine sono totalmente fuse nell’amore senza però risultare confuse. E sono realmente distinte senza minimamente risultare distanti. Non è quindi eccessivo definire la Chiesa come la “prolunga” della santa Tri-Unità nella storia.

Da qui deriva alla Chiesa la nota della sinodalità. la volontà a cui Dio chiama”. E’ questo il sogno di papa Francesco.

  1. 2. Nel secondo punto, il Vescovo Francesco prova a declinare i tratti salienti del volto di una Chiesa sinodale.

“Una Chiesa sinodale è una Chiesa in comunione: si tratta di mettere in circolo tutti i doni, piccoli e grandi. Che tutti abbiano la possibilità di dire con franchezza e umiltà, nella più limpida benevolenza, la loro parola. Che, sotto la guida dei Pastori, si sappia discernere insieme che cosa lo Spirito dice oggi alla Chiesa.

Una Chiesa sinodale è una Chiesa in cui si coltiva la mistica della fraternità, non la strategia del compromesso, non la tattica dell’inciucio. La fraternità non si produce: si accoglie. è (…)  il ‘tu’: non il clone dell’io, ma un tu unico, singolare, irripetibile.

Una Chiesa sinodale è la Chiesa dei processi, più che delle procedure. Una Chiesa che semina e sviluppa potenzialità, piuttosto che ingolfarsi nella elucubrazione di sofisticati piani pastorali.

Una Chiesa sinodale è la Chiesa della edificazione comune per la missione di tutti e per tutti. L’edificazione comune non si realizza orizzontalmente, dividendosi le zone d’influenza o inventando piattaforme di convivenza. Ma muovendosi tutti in avanti, convergendo verso un orizzonte che sta oltre, in un comune slancio missionario. Una Chiesa sinodale è una Chiesa che cammina sul passo degli ultimi. Una Chiesa che si fa ultima e povera per ripartire sempre dagli ultimi.

Il Vescovo di Rimini ha chiuso l’Omelia ricordando due impegni proposti nel 2018, e ritornando al tema dei migranti e dei giovani, e a quali proposte lanciare.

“L’anno scorso vi raccomandai due impegni, che il Papa stesso aveva personalmente affidato a don Carròn: l’accoglienza dei migranti e l’accompagnamento dei giovani. Quest’anno vi devo ringraziare per quanto state facendo in questi due cantieri, insieme alla rete di altri movimenti e associazioni ecclesiali.

I migranti: aiutiamoci insieme a sconfiggere la paura dell’altro, visto come un avversario, addirittura come un nemico, anziché come un fratello.
Per il cantiere dei giovani: se ai giovani chiediamo poco, al massimo alcuni ci daranno molto poco. Se chiederemo molto, molti giovani ci daranno tutto”.

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