lunedì 18 marzo 2019
In foto: L'inceneritore di Raibano
di Redazione   
lettura: 3 minuti
dom 24 feb 2019 12:45 ~ ultimo agg. 16:41
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Tiene ancora banco l’accordo tra la Regione e San Marino per lo smaltimento dei rifiuti nell’inceneritore di Raibano. Le associazioni ed i comitati ambientalisti della provincia di Rimini chiamano infatti “all’appello” i sindaci dei 5 comuni beneficiari dell’indennità di disagio ambientale (Rimini, Riccione, Coriano, Misano e San Clemente) e contestano quella che ritengono un ampliamento dell’impianto. In una lettera, le associazioni chiedono ai primi cittadini di indire, ognuno nella propria città, un Consiglio Comunale aperto ai residenti e ai comitati ambientalisti per sviscerare pubblicamente il tema del superamento dell’incenerimento, quello delle politiche locali di riduzione della produzione rifiuti, nonché la possibilità di rimettere in discussione l’attuale Piano Regionale Rifiuti (in vigore fino al 2020).

Le associazioni danno poi mandato al Sindaco di Riccione, Renata Tosi di proporre al Governo, ed in particolare al Ministro Ambiente, l’eliminazione dei contributi pubblici Cip6 che sostengono gli inceneritori.


La lettera delle associazioni

Rifiuti ed incenerimento: occorre inveritre la rotta
La politica locale dia un segno forte ed inequivocabile di voler intraprendere la strada del
superamento della pratica dell’ incenerimento rifiuti (dannosa per ambiente e salute
umana) per concretizzare quella dell’economia circolare.
Egregio Sindaco,
Le associazioni ed i comitati ambientalisti della provincia di Rimini esprimono la massima
disapprovazione rispetto al recente rinnovo dell’Accordo Emilia Romagna- Repubblica di
San Marino sulla gestione dei rifiuti che vede arrivare per altri 5 anni piu rifiuti in Emilia
Romagna (62.000 tonnellate annue contro le 54.100 del 2011) e di conseguenza
incrementare quelli da bruciare nell’inceneritore di Raibano (13.000 tonnellate annue contro
le 12.000 del 2016).
Un modo pianificato e programmato dalla nostra Regione che, beffeggiando l’autonomia
dei territori e l’impegno dei propri cittadini nella raccolta differenziata, , va di fatto a
premiare l’inerzia dei sammarinesi nella gestione dei propri rifiuti ( la raccolta separata è
ferma a poco piu del 45%).
E’ stato detto per anni che per “affamare” e diminuire il lavoro dell’inceneritore, le famiglie
del riminese dovevano differenziare il più possibile i propri rifiuti e cosi stanno facendo,
raggiungendo in molte località percentuali che superano anche il 70%.
Un impegno, questo, che andrebbe premiato non solo nella tariffa rifiuti (ancora tra le piu
alte della nostra regione), ma anche evitando “scappatoie” gestionali come quella di
prendere rifiuti da San Marino per riempire comunque il forno dell’impianto di Raibano (ma
non solo).
E non si venga a raccontare che i sammarinesi sono in emergenza: è quasi un decennio che
operiamo come loro “soccorritori” nello smaltimento rifiuti!
L’incenerimento dei rifiuti è antiecologico ed anti economico per le casse pubbliche, anche
se legato alla produzione di energia, perché provoca la distruzione di risorse riutilizzabili
anche importanti e produce comunque inquinamento e distruzione di energia e lavoro.
Gli inceneritori vanno perciò superati, progressivamente dismessi , come le discariche, o
riservati alla sola frazione di rifiuto non trattabile diversamente.
L’obiettivo di una “economia circolare”, con recupero e riutilizzo dei materiali riciclabili
deve essere perseguito con coerenza.
Porre l’economia circolare come obiettivo da perseguire e continuare poi a praticare di fatto
l’incenerimento degli RSU, importandoli addirittura da uno stato estero come San Marino, è
non solo contraddittorio ma significa prender in giro i cittadini che si sacrificano ogni
giorno per la raccolta differenziata.
Chi si impegna per differenziare i rifiuti lo fa infatti per motivi ecologici e per senso civico,
ma anche per ridurre i rifiuti da conferire in discarica e all’ inceneritore, per avere aria e
ambiente più puliti.
Ma se la quantità di rifiuti sottratti all’incenerimento dalla R.D. viene sostituita dai rifiuti
importati da San Marino o da altre parti d’Italia , lo sforzo di chi ricicla viene
vanificato ed i cittadini sono presi in giro e deresponsabilizzati. Cosa ne hanno in cambio?
Aria più pulita per i Sanmarinesi?
Alla luce delle sopra citate considerazioni
chiediamo a Lei Sindaco,
in qualità di Primo cittadino, di aprire un dibattito pubblico nella città sul tema della
gestione rifiuti e dell’incenerimento, indicendo un apposito Consiglio Comunale aperto ai
cittadini.
Inoltre
chiediamo al Sindaco di Riccione sig.ra Renata Tosi
che nella dialettica attualmente in atto tra la Sua Amministrazione ed il Ministero
dell’Ambiente, venga da Lei avanzata la proposta di eliminare l’elargizione dei contributi
pubblici Cip6 agli inceneritori (circolare del Comitato interministeriale prezzi n. 6/1992).
Le associazioni ed i comitati (in ordine alfabetico)
Ambiente & Salute Riccione – Legambiente Valmarecchia- Rigas Rimini- WWF RiminiComitato Sant’Andrea Besanigo

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