domenica 24 marzo 2019
In foto: il materiale sequestrato
di Maurizio Ceccarini   
lettura: 2 minuti
gio 28 feb 2019 15:41 ~ ultimo agg. 20:30
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Ieri mattina a Marina centro di Rimini agenti della Squadra Mobile hanno controllato due albanesi, già segnalati come potenziali spacciatori, insieme alle loro compagne. Ad entrambe le coppie è stato chiesto di indicare il proprio domicilio e indicare le relative chiavi, e sono subito emerse incongruenze: una coppia ha detto di abitare a Riccione, l’altra a Rimini nord. ma i poliziotti già conoscevano i due domicili, uno a Marina centro e l’altro all’altezza di Torre Perdrera.

Sospettando che il tentativo di evadere la domanda servisse a nascondere qualcosa di sospetto gli agenti, dopo averlo comunicato all’autorità giudiziaria, hanno perquisito i due appartamenti. A Marina centro sono stati trovati 80 grammi di cocaina, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e 5.000 euro in contanti. C’era anche un altro mazzo di chiavi, sul quale la coppia è stata ancora evasiva. Gli agenti le hanno provate in alcuni stabili vicini e hanno accertato che aprivano un secondo appartamento dove sono stati trovati e seuqestri una pistola Beretta calibro 9 con caricatore e proiettili, altri 350 grammi di cocaina e mille euro. L’albenese 28enne che si è visto scoperto ha dichiarato di essere il proprietario di arma e stupefacente.

Nel frattempo una seconda squadra ha raggiungeto l’appartamento di Rimini nord dal quale, al loro arrivo, stava uscendo un uomo già segnalata come spacciatore. Al controllo ha esibito documenti con dati anagrafici diversi da quelli noti. Vistosi alle strette, ha confessato che dentro l’appartamento c’era della droga. In un cassetto sono state trovate diverse dosi di cocaina e una somma di 2.500 euro. Sequestrato anche il telefono dell’uomo, che per tutta la durata della perquisizione ha continuato a squillare e ricevere messaggi.

I due albanesi, entrambi 28enni, sono stati arrestati per la droga rinvenuta, uno anche per l’illegale possesso dell’arma. Uno è stato portato in carcere e sottoposto a direttissima, l’altro ha l’obbligo di dimora e firma in attesa dell’udienza.

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