mercoledì 12 dicembre 2018
In foto: Massimiliano Pompignoli (Lega)
di Redazione   
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mar 4 dic 2018 18:01
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Fissare la sede unica di Agenzia Mobilità Romagna a Cesena quadruplicherà i costi rispetto alla precedente organizzazione. E’ quello che sostiene il consigliere regionale Massimiliano Pompignoli della Lega Nord che in un’interrogazione chiede per quali motivi si vogliano smantellare i presidi territoriali di Forlì, Ravenna e Rimini e perché non sia stata scelta come sede una struttura pubblica meno onerosa. La nuova sede, che dovrebbe inaugurare il prossimo 14 dicembre, secondo Pompignoli, implicherebbe una spesa di 50mila euro per l’arredamento degli uffici, l’allestimento tecnologico e il trasloco, a cui aggiungere 150mila euro annui per utenze e vari oneri. Fra questi, l’affitto della sede: “Sorprendentemente i locali per la sede cesenate, destinata a 20 dipendenti, non sono stati reperiti in strutture già di proprietà pubblica sottoutilizzate per abbattere i costi, come per esempio la sede della Provincia, ma sul libero mercato e, guarda caso, la scelta è ricaduta sulla sede centrale dell’ex Cassa di Risparmio di Cesena“. La sede unica di AMR – sottolinea il consigliere del Carroccio – occuperebbe quasi l’intero terzo piano della struttura, pari a 480 metri quadri, con sale tanto grandi che per realizzare gli uffici sarebbero state installate pareti di cristallo da 30mila euro, che dovrebbero diventare proprietà della Banca al termine del contratto. “La decisione di trasferire tutti i dipendenti di AMR a Cesena – rimarca Pompignoli – è contraria al buon senso, al clima organizzativo e certamente non migliora la gestione né l’efficienza del servizio di trasporto pubblico nei diversi bacini“.

Alla giunta il consigliere chiede di chi sia la responsabilità della decisione, se saranno mantenuti operativi i presidi territoriali e quali saranno i costi della nuova sede. Chiede, inoltre, perché questa sia stata reperita sul libero mercato, “in un edificio evidentemente inadatto e sovradimensionato, con costi proibitivi e sinceramente imbarazzanti a fronte dell’aumento delle tariffe consortili da parte di AMR a carico dei piccoli comuni di montagna e all’aumento degli abbonamenti per studenti“.

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