domenica 16 dicembre 2018
In foto: in piazza
di Maurizio Ceccarini   
lettura: 3 minuti
sab 24 nov 2018 18:17 ~ ultimo agg. 27 nov 17:33
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C’era anche la figlia della donna che si è tolta la vita dopo i ripetuti maltrattamenti del marito alla marcia “E per te” oggi nel centro storico di Rimini, promossa come da tradizione per la Giornata Internazionale contro la violenza alle donne. A lei il vicesindaco Gloria Lisi ha dedicato il suo intervento in piazza Tre Martiri, al termine del corteo partito dal corso d’Augusto.

Gloria Lisi:

Paola Gualano dell’Associazione Rompi il Silenzio invece ha prima rivolto un pensiero a Silvia Romano, la volontaria rapita in Kenya, e a Marco, il bambino di 11 anni morto nell’incendio appiccato dal padre alla casa dove viveva la moglie. Poi ha tirato fuori dalla tasca un perizoma, quello che per il recente pronunciamento di un Tribunale irlandese sarebbe una giustificazione allo stupro. A fianco di Lisi e Gualano c’era anche il Prefetto Alessandra Camporota. In piazza il Questore, rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, associazioni e tanti cittadini.

paola gualano (Rompi il silenzio)

Prima degli interventi, un suggestivo flash mob curato da Claudio Gasparotto che ha coinvolto il pubblico nei gesti di una “preghiera laica” per poi finire con un ballo collettivo sulle note di Because the Night di Patty Smith.

Il flash mob:

Solo in Emilia Romagna i centri antiviolenza del Coordinamento regionale hanno accolto 3.629 donne dal 1° gennaio al 31 ottobre scorso . Le donne nuove, cioè coloro che si sono rivolte per la prima volta ad un centro antiviolenza del Coordinamento, per chiedere aiuto a causa delle violenze subite, sono state complessivamente 2477, pari al 75,8%; 790 donne – il 24,2% – sono invece in percorso da anni precedenti. Fra le donne nuove, vittime di violenza, 837, pari al 34,9%, proviene da altri paesi; 1560 donne, pari al 65,1%, sono invece donne italiane. Si tratta in larga maggioranza di donne con figli/e (il 74,6%, 1687 donne), che subiscono violenza da partner o ex partner.
Il 63,6% di coloro che si sono rivolte ad un centro antiviolenza del Coordinamento, 1575 donne, ha subito violenze fisiche; il 35,8%, 887 donne, ha subito violenze economiche; il 12,9%, 319 donne, ha subito violenze sessuali; l’88,9%, pari a 2203 donne, ha subito violenze psicologiche. A ottobre 2018, le donne ospitate nelle strutture in dotazione dei centri antiviolenza del Coordinamento regionale sono state 273, il 69,9% con i propri figli/e. 190 donne ospitate sono state accompagnate da 293 figli/e. Complessivamente le donne e i minori ospitati sono stati 566.
Numeri impressionanti da cui la realtà riminese non è esente. 233 le donne accolte nel corso dei primo 10 mesi del 2018, 207 i nuovi contatti, 164 i tipi di violenza tra cui, 113 fisica ma anche economica (88) e sessuale (20). 85 le donne e i figli ospitati in emergenza per un totale di 4.481 notti.

Dai numeri a livello nazionale trasmessi dalla Questura di Rimini, presente in piazza con uno stand sulle proprie attività di prevenzione, emerge, in particolare, un aumento dell’incidenza percentuale delle donne vittime, passate dal 68% del gennaio-agosto 2017 al 71% dell’analogo periodo 2018. È interessante riscontrare come il dato relativo ai reati spia mostri un andamento trasversale a tutto il territorio nazionale, a prescindere dai c.d. preconcetti territoriali. È la Sicilia la regione dove l’indice di delitti commessi/denunce alle forze di polizia registra l’incidenza più alta.
La lettura complessiva dell’andamento dei reati spia nel quadriennio 2014-2017 e nei primi 8 mesi del 2018 – rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – dopo aver registrato un leggero aumento, si mostra in flessione, soprattutto nei mesi di gennaio–agosto 2018 (comprese le violenze sessuali che nel 2017 avevano fatto registrare l’aumento maggiore, pari al +14%).
A fronte di tale flessione, si registra, invece, un considerevole aumento dell’azione di contrasto (denunce e arresti). Particolarmente positivo il contrasto ai maltrattamenti in famiglia, già in aumento del 14% nel biennio precedente e dell’11% nei primi 8 mesi dell’anno in corso.
Si può notare, poi, come mentre nel biennio 2016/2017 l’incidenza percentuale degli autori stranieri si attestava intorno al 24 % rispetto agli italiani, nei primi mesi del 2018 si registra un sensibile aumento: la percentuale di stranieri presunti autori dei reati spia sale dal 23% circa al 27%, mentre quella relativa agli italiani passa dal 77% al 73%.
Particolare è, invece, la tendenza a delinquere dei cittadini italiani e stranieri in base all’età. Se in media gli stranieri sono considerati autori dei delitti in esame nel 27% circa dei casi, la percentuale sale al 34% se si considerano i soli autori stranieri minori dei 18 anni.

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