lunedì 17 dicembre 2018
di Serena Saporito   
lettura: 2 minuti
lun 12 nov 2018 18:10 ~ ultimo agg. 13 nov 10:53
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L’estate scorsa aveva fatto parlare di sè per la curiosa combinazione di nomi tra sindaco e vicesindaco: rispettivamente Grilli e Renzi. Diversi giornali nazionali avevano parlato di Montegridolfo come dell’isola felice dove il Pd si alleava con il Movimento Cinque Stelle, per via delle simpatie politiche nutrite rispettivamente da sindaco e vicesindaco all’interno della lista civica unica che governa dal 2014.

Ora, il consiglio comunale di Montegridolfo è appeso a un filo, dopo le dimissioni, arrivate oggi con una lettera ufficiale, della consigliera Sara Mattioli.

Tutto si deve a una decisione del sindaco Lorenzo Grilli, che non ha concesso la mobilità verso un altro comune vicino ad una dipendente comunale di Montegridolfo. La dipendente avrebbe voluto andare ad occupare il posto nell’area finanziaria che si è liberato in questo comune vicino: l’istituto che si applica in questi casi è appunto quello della mobilità, in base a cui i dipendenti pubblici possono passare da un ente a un altro. Un passaggio in un primo tempo non ostacolato dal sindaco – che in quanto titolare del contratto di lavoro dei dipendenti del suo comune ha l’ultima parola – che alla dipendente ha concesso il passaggio “in comando”, ovvero per una sorta di periodo di prova, per qualche ora a settimana. Quando però il primo cittadino si è reso conto che sarebbe stato difficile colmare il vuoto lasciato dalla dipendente “in fuga” dal suo comune (non ci sarebbero state manifestazioni di interesse ad occupare quel posto da parte di altri dipendenti di altre amministrazioni), ha detto no, e bloccato la domanda.

Un impedimento della carriera della dipendente che al sindaco avrebbero contestato in diversi. E’ lui stesso a ricostruire la vicenda e a spiegare le ragioni che lo hanno portato alla scelta contestata, per “evitare un disservizio” dice.

Oltre alla Mattioli è almeno un altro il consigliere che starebbe pensando alle dimissioni ed altri potrebbero seguire nelle prossime ore.

Un bel problema per il consiglio comunale, che dal 2014 ad oggi aveva già perso alcuni consiglieri: ora per proseguire l’attività deve averne almeno cinque più il primo cittadino. In questo momento, dopo queste dimissioni, si contano sei consiglieri più il sindaco.

 

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