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Agguato Spadarolo. Bertozzi e Falcioni (Pd): atto di razzismo, serve più sicurezza

AttualitàPoliticaRimini

9 novembre 2018, 12:28

Nel corso del consiglio comunale di giovedì sera, il consigliere del PD Simone Bertozzi e la collega Milena Falcioni ha interrogato la Giunta chiedendo un presidio più capillare in termini di sicurezza anche nelle zone del forese. Una riflessione che nasce dai recenti episodi avvenuti a Spadarolo dove ignoti hanno gettato una bomba carta all’ingresso della casa di accoglienza della Centofiori che ospita 13 richiedenti asilo. Episodio preceduto anche da lancio di alcune bottiglie molotov. “In un Paese allo sbando – si legge nell’interrogazione – che ha perso perfino la bussola della semantica e che continua a chiamare i condoni-pace fiscale e la guerra-missione di pace, sarebbe utile tornare a chiamare le cose con il proprio nome: razzismo.”


Il testo dell’interrogazione

La presente interrogazione, posta all’attenzione del sindaco Gnassi, del vicesindaco Gloria Lisi e dell’assessore Sadegholvaad, riguarda il tema della sicurezza nel territorio del forese.

Venerdì 31 ottobre, nella notte di Halloween, una bomba carta ha danneggiato l’ex scuola di Spadarolo dove la Cooperativa Centofiori ospita attualmente 13 richiedenti asilo provenienti dal Mali, dal Senegal e dal Ghana.
L’episodio, il secondo nel giro di pochi giorni, impone certamente una riflessione profonda che non può non investire l’intera comunità riminese.
E dispiace che le forze d’opposizione, sempre così attente ai temi della sicurezza, non abbiano sentito il dovere di stigmatizzare quello che è parso da subito un vero e proprio attentato alla sicurezza degli operatori della cooperativa e dei suoi ospiti. In una città come Rimini, che deve la propria notorietà alla cultura dell’accoglienza, non possono esistere figli e figliastri.

Da tempo chiediamo all’amministrazione un presidio più capillare su tutto il territorio cittadino e un’attenzione ai problemi, anche di ordine pubblico, di una città che si estende oltre la Statale 16. Oltre Ina Casa e i Padulli.

Il diritto alla sicurezza di ogni cittadino, indipendentemente dal colore della pelle, resta un valore universale che non conosce steccati politici e che non può essere in alcun modo scisso dal diritto all’inclusione e all’integrazione, collante indissolubile di una comunità. L’abitudine ormai consolidata, anche e soprattutto a livello nazionale, di soffiare sul fuoco dell’intolleranza rischia invece di far deragliare per sempre il treno del buon senso e provocare voragini nel nostro tessuto sociale.

In un Paese allo sbando, che ha perso perfino la bussola della semantica e che continua a chiamare i condoni-pace fiscale e la guerra-missione di pace, sarebbe utile tornare a chiamare le cose con il proprio nome: razzismo.
Chiediamo dunque cosa intende fare l’Amministrazione Comunale, anche sul piano culturale, per affrontare questa nuova ondata di razzismo che, da semplice concetto astratto, si materializza in veri e propri attacchi criminosi che minano alla sicurezza anche del nostro territorio.

Simone Bertozzi
Milena Falcioni

Andrea Polazzi

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