17 novembre 2018

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Tassa soggiorno. Modifiche a regolamento ma, per ora, nessun aumento

Tassa di soggiorno. Un emendamento del PD a sostegno di promozione e accoglienza

in foto: Riccione

Tassa di Soggiorno, tra aumenti e timori. Parla l'assessore Brasini

    Con 13 voti a favore e nove astensioni, la prima commissione consiliare a Rimini ha dato parere favorevole alle modifiche al regolamento comunale dell’imposta di soggiorno. A cambiare sarà la periodicità della dichiarazione, che sarà portata a cadenza trimestrale, e l’obbligatorietà del suo invio telematico per avere maggiore tempestività nel rapporto tra i gestori e gli uffici comunali. Nel regolamento è introdotta anche l’esenzione totale dal pagamento dell’imposta per i minori, gli over 65, persone con invalidità al 100% e oltre il settimo giorno di pernottamento.

    Dalla sua introduzione nel 2012, l’imposta di soggiorno ha portato mediamente 7 milioni ogni anno nelle casse del comune. Risorse usate per finanziare interventi diretti e indiretti relativi alla valorizzazione e alla promozione dell’offerta turistica complessiva.

    Altro capitolo, quello dell’aumento dell’imposta. L’ipotesi sul piatto sarebbe quella di un rincaro di 50 centesimi per gli hotel dalle tre stelle in su. “Stiamo portando avanti in maggioranza da qualche mese – spiega l’assessore al Bilancio Brasini – la discussione in ordine a un’ipotesi di aggiornamento tariffario: parco del mare, completamento e recupero dei contenitori culturali, start up del nuovo modulo di organizzazione dell’accoglienza in città, riqualificazione di uno snodo fondamentale dell’accessibilità come l’area esterna della stazione ferroviaria, sono gli asset dove verrà investita l’imposta di soggiorno nel 2019”. Brasini, evidenziando che la Riviera di Rimini genera un pil annuo di 4,6 miliardi e occupa 68mila persone, ricorda infatti la necessità di risorse per la manutenzione e l’aggiornamento del comparto.

    L’eventuale aumento dell’imposta di soggiorno vede la contrarietà della Lega che, attacca il capogruppo in consiglio Marzio Pecci, “censura in modo fermo il progetto di continuare a mettere le mani nelle tasche dei cittadini”. “Occorre – prosegue Pecci chiedendo il sostegno delle associazioni di categoria – ripensare ad una nuova politica turistica con l’imposta di soggiorno utilizzata (in quanto tassa di scopo) per la promozione del turismo culturale e per il recupero dell’anfiteatro romano indispensabile per il completamento del patrimonio storico-culturale di Rimini”.
    L’esponente del Carroccio ritiene necessario “impedire che l’imposta di soggiorno venga utilizzata per capitoli di spesa diversi da quelli della promozione.
    Dall’amministrazione comunale – conclude – vogliamo fatti concreti e progetti per un turismo che viva ventiquattro ore al giorno e dodici mesi all’anno”.

    Redazione Newsrimini

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