giovedì 20 giugno 2019
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In foto: Don Oreste Benzi
di Redazione   
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lun 29 ott 2018 15:22 ~ ultimo agg. 30 ott 08:36
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La notte tra l’1 e il 2 novembre 2007, la notte tra la festa dei Santi e quella dei morti, don Oreste lasciava la vita terrena. Anche quest’anno la sua città, Rimini, e la sua Comunità, ricordano il sacerdote dalla tonaca lisa, insieme agli ultimi a cui ha dedicato la vita. L’ultima notte don Oreste, infaticabile, la trascorse con i giovani, in discoteca.

Il primo appuntamento per ricordarlo è il 31 ottobre, alle 20,45 alla Chiesa di sant’Agostino a Rimini. Da qui i gruppi di condivisione partiranno, in strada per incontrare i senza fissa dimora e le ragazze schiavizzate. Poi le testimonianze nella casa dove vivono le ragazze vittime di tratta, l’incontro con i migranti, con i carcerati, con i Sinti del campo nomadi.

Piazza Cavour sarà animata da una biblioteca vivente. In conclusione all’una di notte, il Vescovo di Rimini, Monsignor Francesco Lambiasi, celebrerà la messa nella Chiesa di Sant’Agostino.

Altro appuntamento, a cui don Oreste non mancava mai, è la preghiera al cimitero per i bimbi vittime dell’aborto. Anche quest’anno ci si incontra al cimitero di Rimini, il giorno 1 novembre alle 14,30. La novità è la presenza di Padre Serafino Corallo della Chiesa Ortodossa del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. “E’ una preghiera che ha un valore universale, coinvolge tutti i cristiani, per questo siamo grati a Padre Serafino per aver accettato il nostro invito” dicono gli organizzatori della Comunità.

Infine il 2 novembre alle 20.30, anniversario della morte di Don Oreste Benzi, il Vescovo di Rimini Francesco Lambiasi celebrerà l’Eucarestia nella chiesa della Grottarossa in cui il sacerdote è stato parroco per oltre 30 anni.

Su www.donoreste.it il programma in dettaglio e l’iscrizione ai gruppi di condivisione che hanno un numero limitato di posti.

«Don Oreste va meditato, ma non in modo nostalgico – sottolinea sempre Giovanni Ramonda, responsabile della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Benzi – Dobbiamo meditare il cuore di don Oreste e dire il nostro sì davanti a tutti i nuovi fronti di condivisione con i poveri e gli emarginati. I giovani vanno dove vedono la credibilità»

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