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di Redazione   
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mer 17 ott 2018 15:32 ~ ultimo agg. 16:49
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L’installazione “Zero. Weak fist” di Patrick Tuttofuoco se ne va. Ma per il consigliere Gennaro Mauro del Movimento per la Sovranità l’arrivo a Rimini dell’installazione luminosa è stato gestito in modo fallimentare: una presenza avulsa dal contesto e non adeguatamente comunicata alla cittadinanza. Il progetto “Zero. Weak fist” è stato promosso dal Polo Museale dell’Emilia Romagna con la collaborazione del Comune di Rimini, l’Accademia di Belle Arti di Bologna, l’Istituto Italiano di Cultura di Berlino e l’organizzazione culturale Xing.


Il commnto di Gennaro Mauro:

“La scultura di Patrick Tuttofuoco lascia mestamente la città di Rimini nel più completo anonimato, per far ritorno a Torino per “manutenzione” in attesa della nuova esposizione a Bologna. Probabilmente nessuno se n’è accorto. Se l’intendimento dell’amministrazione comunale era quello di promuovere l’arte contemporanea italiana a Rimini, dobbiamo affermare che è stato un fallimento completo.

Vorrei ricordare all’assessore delle Arti del comune di Rimini che i beni culturali non producono valore – anche di natura economica – se non si creano le condizioni opportune per la loro fruibilità. Richiede investimenti, progettualità e professionalità, l’arte se valorizzata ha un enorme valore intrinseco se è inserita in un contesto sociale caratterizzato da un coinvolgimento e partecipazione attivo della comunità cittadina e dei turisti.

http://www.riminiturismo.it/visitatori/eventi/manifestazioni-e-iniziative/zero-weak-fist-allarco-daugusto-di-riminiDeve essere in simbiosi con l’identità e la memoria di un territorio, a Rimini deve attrarre un turismo diversificato e destagionalizzato, deve incarnare valori di coesione sociali, e perché non deve essere anche la “benzina” del marchio RIMINI.  Dobbiamo affermare, con disappunto che l’opera è stata esposta per un mese nei giardini dell’Arco d’Augusto, in forma anonima, completamente isolata dal contesto territoriale circostante, nell’indifferenza pressoché totale della collettività riminese

Ci sono responsabilità conclamate dell’assessorato alle Arti che non ha promosso iniziative rivolte alla valorizzazione della scultura, alla sua comprensione e ha lasciato i riminesi e i turisti incapaci di fruire dell’espressione artistica dell’autore. È stato fatto un cattivo servizio all’arte contemporanea, ai più gli intendimenti fumosi manifestati dall’assessorato per rappresentare una simbiosi tra una scultura con il millenario Arco d’Augusto, già di difficile comprensione e probabilmente inesistente, sono state solo insignificanti parole sparse al vento- Mi auguro solo che l’iniziativa non abbia comportato eccessivi oneri economici a carico dei contribuenti riminesi.

Vederla mestamente smontata e riposta sul prato ci lascia con l’amaro in bocca, e ciò non rappresenta un buon auspicio per la valorizzazione della ormai prossima esposizione permanente delle opere di arte moderna nei palazzi storici di Piazza Cavour, grazie alla disponibilità concessa dalla Fondazione di San Patrignano proprietaria delle opere.

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