mercoledì 16 gennaio 2019
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mer 3 ott 2018 14:20 ~ ultimo agg. 4 ott 14:35
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La Polizia di Stato di Forlì ha eseguito 14 misure cautelari, di cui 9 in carcere, nei confronti dei componenti di un’organizzazione criminale dedita alla commissione di numerosi furti di accumulatori di energia elettrica, presenti all’interno dei ripetitori di segnali per la telefonia delle principali società di telecomunicazione dislocati nel centro nord Italia. I destinatari dei provvedimenti sono italiani e del Burkina Faso.

Forlì: fermata banda di ricettatori di energia

Gli accumulatori rubati venivano acquistati da ricettatori operanti in varie città italiane e infine venduti all’estero, fino al Burkina Faso. Le indagini, disposte dalla Procura di Forlì, hanno consentito di identificare i membri dell’associazione a delinquere e gli autori dei furti, ma anche i ricettatori e le società compiacenti che, mediante operazioni di riciclaggio volte ad occultare la provenienza degli accumulatori, li reinserivano nel mercato. Nel mirino in particolare due aziende con sede a Savignano sul Rubicone e a Gambettola. Sono state recuperate circa 2500 batterie per un valore economico di 700 mila euro, nonché centinaia di pannelli fotovoltaici provento di furto, del valore di circa 350 mila euro. Perquisizioni sono state effettuate anche nelle province di Rimini, Forlì, Ravenna, Milano, Napoli, Brescia, Piacenza, Pavia e Teramo. Al traffico era legata anche un’azienda con sede nel campo nomadi di via Islanda a Rimini.

Oltre al danno patrimoniale, c’erano anche rischi per la collettività: gli accumulatori all’interno dei ripetitori di segnale per la telefonia mobile, infatti, contengono riserve di energia elettrica indispensabili a garantire il funzionamento delle telecomunicazioni in caso di black out.

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