sabato 15 dicembre 2018
In foto: una fonderia SCM
di Andrea Polazzi   
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gio 30 ago 2018 10:40 ~ ultimo agg. 31 ago 14:28
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In totale gli esuberi previsti dalla Scm sono 121: 111 arriveranno dalla chiusura delle Fonderie di Rimini e 10 dai tagli in quelle di Villa Verucchio. Una doccia fredda per i sindacati comunicata ieri dall’azienda. Si è già aperta la procedura formale per gli esuberi anche se l’azienda si è detta impegnata a cercare una soluzione condivisa usando il primis il criterio della volontarietà. A dare la notizia sulla sua pagina Facebook è il segretario della Fiom Cgil dell’Emilia Romagna Bruno Papignani. “Il nostro obiettivo è quello di confrontarci e discutere per risolvere i problemi – dice – ma senza licenziare alcun lavoratore. Pensiamo che una fonderia sia necessaria e che, attraverso qualche investimento, quella di Villa Verucchio possa diventare qualcosa in più“. Papignani riconosce le perdite esistenti per il settore fonderie ma suggerisce di “riqualificare i lavoratori considerati in esubero e riutilizzarli all’interno del Gruppo.” “Scm è una azienda che dopo una crisi gestita senza grandi traumi – prosegue il sindacalista – ora va bene ed ha ripreso ad assumere. Non ci possiamo permettere di colpire l’economia di Rimini dal punto di vista industriale e di colpire i lavoratori con un’azione di licenziamento“.

In provincia di Rimini lavorano per il gruppo Scm 1800 persone. Oggi la Fiom chiederà a livello nazionale un incontro per lunedì 3 settembre. L’appuntamento successivo, già il 4 settembre, potrebbe svolgersi a Rimini. Della vicenda è già stato interessato il presidente della Regione Bonaccini. “Siamo disposti a discutere di riorganizzazione e dei problemi che hanno le fonderie ma nessun lavoratore deve essere licenziato” conclude Papignani.

Fonderie Scm, chiusura per Rimini e tagli a Villa Verucchio

I sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm di Rimini con una nota congiunta esprimono la loro preoccupazione per la situazione che si va creando e per un confronto che al momento si presenta complesso.

“L’apertura della procedura di mobilità per 120 lavoratori avanzata ieri da Scm Fonderie, apre una ferita nel nostro territorio e crea una situazione pesantissima per quei lavoratori che solo da poco si erano lasciati alle spalle anni di contratti di solidarietà.
A dispetto degli intenti comunicati verbalmente, l’atto formale col quale si denunciano gli esuberi pone tutta una serie di veti sulle possibili contromisure da intraprendere e limita a una incentivazione all’uscita il percorso. Per i sindacati questo è insufficiente.
Se dovesse essere confermata la chiusura dell’attività fusoria nel sito di Rimini, dovranno essere ricercate soluzioni per trasferire parte delle attività al sito di Villa Verucchio e poste in essere strumenti che diano sostegno ai lavoratori.
L’impegno alla ricollocazione, alla formazione, ovvero a tutte quelle forme di salvaguardia dei posti di lavoro deve essere massimo. In questo sarà necessario il confronto con tutti i livelli istituzionali a partire da quelli locali ai quali sin da subito chiediamo un incontro.
Da lunedì prossimo si aprirà un confronto con l’azienda che si preannuncia lungo e complesso. Il nostro primo pensiero in questo momento è per i lavoratori di fonderie e per le loro famiglie. Saremo al loro fianco”.

La consigliera regionale del PD Nadia Rossi ha presentato un’interrogazione per sollecitare l’intervento della Regione ai tavoli: «Nonostante fosse noto il problema dell’obsolescenza delle fonderie presenti nei due stabilimenti, non sono stati fatti gli investimenti necessari per adeguarle alle esigenze di un’impresa hi-tech e in forte espansione. L’azienda, nei contatti coi sindacati, si è mostrata desiderosa di trovare una soluzione condivisa ed un tavolo è già stato convocato per lunedì 3 settembre. L’obiettivo deve essere quello non solo di trovare una soluzione idonea per tutti gli esuberi, ma anche di rilanciare il ruolo degli stabilimenti riminesi all’interno del Gruppo attraverso adeguati investimenti per la modernizzazione. La forza dell’azienda infatti, uscita l’anno scorso da una crisi durata molti anni, risiede proprio nelle tecnologie e nelle professionalità. Si tratta di un’eccellenza del territorio per questo chiedo alla Regione di partecipare alle trattative che si apriranno nei prossimi giorni, al fine di facilitare una soluzione che non crei disoccupazione ed anzi rilanci gli stabilimenti regionali».

Sulla vicenda interviene il segretario del PD di Rimini Alberto Vanni Lazzari: “Come Partito siamo per dialogo e la difesa dell’occupazione, che è la nostra bussola, per questo siamo allarmati dalle notizie diffuse dall’azienda SCM in particolare sul tema degli esuberi del personale delle storiche fonderie. 120 persone, e le loro famiglie, che hanno fatto la storia di questa importante azienda rischiano concretamente di perdere il posto di lavoro. Non è accettabile. Soprattutto in un contesto generale di ripresa del gruppo industriale con la possibililtà di effettuare investimenti per il rilancio delle fonderie in crisi di redditività o di riqualificazione dei lavoratori coinvolti. Per questo ci auguriamo che nell’incontro fra le parti stabilito per il 3 di Settembre, emerga la volontà per intraprendere un’azione congiunta e determinata per scongiurare questo inquietante scenario. Presteremo la massima attenzione allo sviluppo della vicenda”.

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