sabato 16 febbraio 2019
In foto: il Municipio di Riccione
di Simona Mulazzani   
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ven 8 giu 2018 18:31
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I fatti risalgono a quando la società  Lazzaretti che oggi rivendica il credito, negli anni ‘90 subì un allagamento nella propria azienda in zona artigianale. I danni subiti furono considerati imputabili ai lavori realizzati ai sottoservizi dalla società “Ingross Riccione srl”, che raggruppava le aziende artigianali della zona, e collaudati dal Comune. A seguito di due gradi di giudizio nel 2009 la Società Ingross ed il Comune di Riccione vennero condannati in solido al risarcimento dei danni per  160.000.00 euro.Il Comune di Riccione risarcì  la società Lazzaretti, socia della Società Ingross Riccione srl che venne condannata in solido, per una quota pari al 50% del danno accertato.

Non venne, però, a suo tempi costituito un fondo per la restante parte, , essendo una responsabilità solidale così come acclarata del giudice. Oggi a distanza di ben 9 anni dalla sentenza definitiva, e quindi alle soglie della prescrizione del credito,  il creditore rivendica nei confronti del Comune la restante somma a risarcimento.

Il credito non è presente nel bilancio ereditato dall’attuale amministrazione, quindi ad oggi i passi che l’amministrazione è tenuta a fare constano di un accertamento in sede di Consiglio Comunale del debito fuori bilancio per poi liquidare la cifra che, oggi presente nei fondi appositamente creati dall’amministrazione a garanzia di sopravvenienze passive, successivamente dovrà inviare la pratica alla Corte dei Conti per i dovuti accertamenti di responsabilità contabile e amministrativa degli allora amministratori pubblici. Il comune ha deciso di resistere in giudizio e di segnalare la cosa all’Autorità competente.

Per il sindaco Renata Tosi “I cassetti di questa amministrazione sono ancora pieni di sorprese non certo piacevoli per i cittadini riccionesi e che ancora disegnano un fare amministrazione poco responsabile e consono della tutela e valorizzazione del Bene Comune. Non è affatto opportuno vedersi arrivare simili richieste che delineano un modo di essere politica e di fare comunità finalmente lontano dall’amministrazione e che condanniamo fermamente, così come non è sano e corretto nascondersi dinnanzi alle proprie responsabilità e porre sulle nuove generazioni e nuove amministrazioni oneri così importanti e dannose per le casse comunali”.

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