sabato 19 gennaio 2019
di Andrea Polazzi   
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mer 13 giu 2018 14:02
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A conferma dei dati regionali e nazionali, anche in Romagna il 2017 ha visto una ripresa sul fronte occupazionale, grazie soprattutto all’incremento degli addetti nei servizi e all’aumento del numero dei dipendenti. È quanto emerge dall’elaborazione dei dati SMAIL da parte dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio della Romagna aggiornati a giugno 2017. In provincia di Rimini si rilevano 135.120 addetti nel settore privato, di cui 39.636 imprenditori e 95.484 dipendenti: tra questi ultimi, il 42,8% riveste la qualifica di operaio (57.892), poco più del 22% quella di impiegato (29.829), il 5,6% è apprendista (7.503) e lo 0,2% di dirigente (260). Rispetto al giugno 2016 Rimini registra una crescita globale del 4,1%, superiore a quella regionale, che compensa in buona parte la flessione avvenuta nel medio periodo. A crescere di più è il personale dipendente (+5,7%) e in particolare modo gli apprendisti (+16,8), gli operai (+6,4), i dirigenti d’impresa (+2%) e gli impiegati (+1,9).

Per quanto riguarda i principali settori, l’incremento maggiore spetta ai Servizi di alloggio e ristorazione che conta quasi il 27% del totale degli addetti e registra un +9,6%. Segue col +7,8% il “noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese” e poi il Commercio col +2,5%, il manifatturiero col +2,1 e le Costruzioni col +1,5. A testimonianza della peculiarità dell’economia riminese, i ¾ degli addetti risulta attivo nel macrosettore dei Servizi. L’Industria si ferma al 23,5% di addetti mentre l’Agricoltura (unica a registrare un calo) al 3,2%.

Quasi il 45% degli addetti si concentra nel comune di Rimini (60.393 su 135.120). A livello di aggregazioni, risulta buona la presenza nei “Comuni di cintura” (28,6%), grazie soprattutto ai comuni di Riccione (13,1%), Bellaria (6,6%) e Santarcangelo (5,6%), e nell’area del “Basso Conca” (14,7%), nel quale spicca Cattolica (7,0%).

In merito alle forme giuridiche, le variazioni annue sono positive per ogni tipologia ma la maggiore spetta alle cosiddette “altre forme” (cooperative, consorzi, associazioni, che occupano il 10,8% degli addetti), con un +4,9%, seguite dalle società di persone (28,3%) e dalle imprese individuali (23,4%), +4,2% per entrambe e, in ultimo, dalle società di capitale (37,5%), +3,8%.

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