domenica 20 gennaio 2019
In foto: la conferenza stampa in Regione
di Redazione   
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ven 6 apr 2018 12:16 ~ ultimo agg. 16:57
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Stabili di più piani senza ascensore possono diventare una barriera insormontabile per gli anziani, anche quelli autosufficienti, e per chi ha disabilità specie di carattere motorio. La Regione ha deciso allora di stanziare, per la prima volta, un fondo da 2 milioni di euro (per il 2018) per installare ascensori e montascale negli stabili di edilizia residenziale pubblica. Una decisione presa anche alla luce dell’elevata età di molti dei 6571 edifici popolari (59mila appartamenti) presenti in Emilia Romagna: 45 anni di media e una popolazione di assegnatari che per il 30% è composta da over 65enni. Per quanto riguarda la provincia di Rimini, ad esempio, sono ben 48 i fabbricati costruiti tra il 1951 e il 1960 mentre 698 hanno visto la luce tra gli anni ‘70 e ‘80. Il bando predisposto dalla Regione si riferisce anche, in generale, all’abbattimento delle barriere architettoniche.

“Arriviamo a questa decisione dopo un percorso d’ascolto degli amministratori e delle realtà locali, dei sindacati dei pensionati e delle associazioni– afferma la vicepresidente della Giunta con delega al Welfare, Elisabetta Gualmini. La mobilità e l’accessibilità degli anziani nelle case e nelle città sono obiettivi che qualsiasi comunità civile dovrebbe porsi. Non si può pensare di segregare le persone in casa o pensare che la fase della vecchiaia non richieda specifici servizi e altrettanti specifici adattamenti. Abbiamo lavorato molto sulle case popolari- prosegue- cercando una migliore equità. Ora è tempo di occuparci di chi vive in condomini molto vecchi e poco adatti a muoversi anche solo da un piano all’altro. Gli anziani e i bambini, categorie fragili e meno autonome degli adulti, sono da sempre al centro del nostro impegno”.

I Comuni proprietari degli alloggi, destinatari dei contributi regionali, potranno avvalersi delle Acer (Aziende Casa Emilia-Romagna), in qualità di gestoridel patrimonio di Edilizia residenziale pubblica (Erp) per effettuare i lavori. La Regione riconoscerà fino ad un massimo dell’80% dell’importo complessivo delle opere di adeguamento.

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