martedì 22 gennaio 2019
di Simona Mulazzani   
lettura: 2 minuti
mer 21 mar 2018 14:02 ~ ultimo agg. 16:23
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Riusare le acque rilasciate dal depuratore di santa Giustina per uso agricolo e per dare ristoro al territorio messo a dura prova dalla siccità ormai strutturale, invece che gettarle in mare. Si parla di almeno 50-60mila metri cubi di acqua depurata e filtrata al giorno. La richiesta arriva dal coordinamento delle associazioni ambientaliste locali. “Non sono velleità ambientaliste – spiega Marco Gennari, di Anpana Rimini -. Il riutilizzo dell’acqua è prescritto da diverse leggi e anche sul territorio riminese sarebbe fattibile. Siamo venuti a conoscenza di un piano di fattibilità del comune di Rimini del 2011 che prevedeva l’ipotesi di canalizzare l’acqua della nuova linea del depuratore, riportarla a monte facendola poi riscendere a valle nel fiume Marecchia, garantendole così anche un’ulteriore processo di fitordepurazione naturale. Ma il progetto è rimasto lettera morta”. “Lo dice l’Onu che dobbiamo incentivare politiche per riusare l’acqua – aggiunge Ivan Innocenti, di DnA Rimini -. I nostri territori, soprattutto l’entroterra soffrono la siccità in modo eclatante. La scorsa estate in alcuni comuni si è dovuti intervenire con le autobotti. Non è giusta questa disparità tra costa ed entroterra“. “C’è inoltre il problema – spiega Sauro Pari di Fondazione Cetacea – che l’acqua depurata che arriva al mare crea grossi problemi di anossia e eutrofizzazione, quindi non solo non viene usate per il bene dell’ambiente, ma risulta dannosa“.

Gli ambientalisti chiedono anche che si metta un freno allo sfruttamento del Marecchia, come unica fonte per irrigare le aree di campagna e portano l’esempio della situazione fortemente compromessa in cui si trova la bretella di Ponte Verucchio. “La situazione è molto precaria – spiega Antonio Brandi, del WWF Rimini -. La bretella, di cui la concessione termina quest’anno, è a rischio crollo, e ha creato grossi problemi al fiume con un calanco molto profondo“.

Del coordinamento fanno parte Anpana, dnA Rimini, Fondazione Cetacea, Legambiente, L’umana Dimora e WWF.

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