mercoledì 23 gennaio 2019
In foto: l'incontro a Casa Gallo
di Redazione   
lettura: 2 minuti
sab 3 mar 2018 17:32 ~ ultimo agg. 17:38
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Nel pomeriggio di lunedì, quando già la neve era cominciata a cadere, a Casa Andrea Gallo di Rimini c’è stata la visita del Vescovo di Rimini, Francesco Lambiasi e del vicario generale don Maurizio Fabbri. Presente anche il direttore della Caritas diocesana Mario Galasso.

Raccontano le associazioni No Border e Rumori Sinistri: “Il clima che ha avvolto la discussione è stato di reciproca curiosità e rispetto verso il lavoro svolto in questi lunghi mesi, fatti anche di trattative con l’amministrazione comunale che ha riconosciuto il servizio alla città svolto dalle due associazioni e dagli/dalle abitanti di Casa Gallo, progettualità che ha saputo andare oltre l’emergenzialità e si è strutturato come luogo di riscatto e non assistenziale in cui tutti gli abitanti si sono resi parte attiva del proprio progetto di vita”.

il Guardaroba solidale

Un primo momento si è svolto presso il “Guardaroba Solidale Madiba”, che nel 2017 ha incontrato più di cento persone, a Casa Madiba dove le attiviste hanno spiegato come l’intervento sociale si sviluppi in tre aperture settimanali per la distribuzione degli indumenti, generi di prima necessità e per l’utilizzo delle docce.

Tanti – raccontano le associazioni – i temi trattati e le progettualità presentate da parte degli abitanti all’interno della sala dello spazio diurno di Casa Gallo; “dal nuovo percorso di approfondimento sul diritto all’abitare sviluppato nella Campagna “Una Casa per tutti“ che vede gli/le abitanti partecipare a dei momenti di formazione settimanale per poi promuovere un banchetto informativo tutti i sabato mattina in via IV Novembre, al supporto nella gestione della raccolta e distribuzione dei prodotti alimentari rivolta agli/alle homeless della città e al concretizzarsi della sperimentazione dell’autogestione all’interno della casa grazie all’assemblea e al pranzo sociale settimanale, veri e propri spazi di relazione, di condivisione, di costruzione della progettualità comune”.

Si è parlato dell’autogestione “che in questi mesi ha permesso di far prendere coscienza agli/alle abitanti sulla propria condizione di fragilità ma anche sulle qualità che possono essere messe a servizio della comunità e che stimolano gli/le abitanti a sentirsi parte di una grande famiglia quindi organizzare i turni delle pulizie, prendersi cura dei rapporti interpersonali fra generi, generazioni e nazionalità diverse”.

Presenti all’incontro anche gli insegnanti di italiano della Scuola Popolare Madiba. Alcuni abitanti della casa hanno raccontato: “facciamo fatica ad imparare la lingua italiana perché l’unico momento in cui possiamo parlare ed interagire sono le lezioni a scuola ed il quotidiano nella Casa”, fuori i rapporti sono sfuggenti e limitati. Il 30 aprile è alle porte ed una soluzione ancora non si è trovata, sottolineano le associazioni che rivendicano la possibiltà di poter dare continuità a quanto costruito fino a oggi.

Per salutare il Vescovo della sua visita e delle sue parole di incoraggiamento a proseguire nell’impegno di solidarietà, un regalo che Rosario, abitante di Casa Don Gallo, ha realizzato con le sue mani (un presepe fatto con la carta dei block-notes) e con il concerto di Sunday con la chitarra acustica regalata da alcuni vicini del quartiere INA CASA attraverso un’iniziativa solidale “Una chitarra per Sunday”.

 

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