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Aumento Tari. Confesercenti: perché non è giusto

AttualitàRimini

16 marzo 2018, 19:34

Aumento Tari- Confesercenti: perché non è giusto

in foto: il presidente Vagnini

“L’aumento della Tari annunciato dal Comune di Rimini con la giustificazione di dover colmare quanto non è stato versato dai ‘furbetti’ va contro due principi per noi fondamentali. Primo, non si possono penalizzare gli operatori che sono in regola ed hanno sempre pagato tutto, chiedendo a loro di condividere l’onere delle cifre evase dagli altri. Secondo, come categorie economiche non vogliamo essere coinvolti dall’amministrazione comunale a corrente alternata, solo a seconda del bisogno”. Fabrizio Vagnini, presidente provinciale di Confesercenti, esprime la propria netta contrarietà all’aumento della tariffa sui rifiuti del 2,9% per il 2018 deciso dall’amministrazione riminese.
“Atersir prevede un costo per la Tari oltre 41 milioni di euro e comprendiamo che il Comune deve raggiungere quella cifra – commenta Vagnini – Ma non si possono far ricadere i costi dell’evasione su chi paga regolarmente. Fra gli evasori è minima la parte di coloro che si trovano in difficoltà e non riescono a versare la tariffa. Gran parte dei furbetti sono società che inquinano il nostro tessuto economico e la qualità della nostra offerta. Società che nascono e scompaiono nel giro di una stagione dopo avere gestito 3-4 strutture alberghiere o altre attività, praticano prezzi al ribasso, non pagano il personale e naturalmente nemmeno le tasse. Si tratta di una presenza destabilizzante per il territorio, ed occorre trovare ogni metodo per perseguire questi soggetti”.

Il presidente provinciale di Confesercenti chiede che le categorie economiche siano coinvolte in maniera costante su tutti i temi che riguardano lo sviluppo economico del territorio. “Lo abbiamo già visto con la questione delle previsioni di nuovi poli commerciali: veniamo coinvolti solo a posteriori, quando le decisioni sono già state prese. Noi vogliamo contribuire alla crescita e siamo pronti a fare la nostra parte, ma occorre inaugurare un modo nuovo di collaborare”.

Redazione Newsrimini

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