16 novembre 2018

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La nuova criptovaluta voluta dalle banche: investire in Ripple

La nuova criptovaluta voluta dalle banche: investire in Ripple

in foto: criptovalute

Le criptovalute sono ormai argomento di conversazione quotidiana; queste strane “monete”, infatti, delle quali quasi nessuno sapeva nulla fino all’anno scorso, oggi suscitano l’interesse degli investitori, anche i più piccoli. È anche vero che, dopo l’exploit del 2017, gli ultimi due mesi hanno segnato numeri estremamente negativi, che spaventano anche i più temerari.

Il Bitcoin, il big tra le criptovalute, ha raggiunto, ad esempio gli 8.352 Dollari e, se si considera che a metà dicembre ne valeva più di 19.000, si possono comprendere le preoccupazioni del mercato. Ethereum, la moneta virtuale seconda solo al Bitcoin, vale oggi 900 Dollari, a fronte dei 1360 raggiunti a metà gennaio, mentre Ripple, la “criptovaluta delle banche”. rispetto al suo valore massimo di 3,80 dollari ottenuto a inizio gennaio, ha perso quasi l’80%. In sintesi, negli ultimi 30 giorni, il mercato delle criptovalute ha polverizzato 300 miliardi di dollari. Numeri da incubo.

A questo va aggiunto che molti governi hanno dichiarato di voler chiudere i mercati alle valute virtuali, al fine di impedire attività illegali, facilitate dall’anonimato garantito sulle blockchain.

Lecito, dunque, domandarsi se conviene investire in Ripple (approfondimenti su http://www.migliorcontocorrente.org/investire-ripple.htm), Bitcoin, Ethereum e tutte le altre altcoin che hanno portato una ventata di novità nel panorama finanziario mondiale.

Secondo gli esperti la volatilità nel criptomondo è da mettere in conto e, quindi, gli investitori dovrebbero mettersi un po’ il cuore in pace e abituarsi a picchi e avvallamenti del valore della loro criptovaluta di riferimento, ma ciò non toglie che nessuno sa fornire rassicurazioni in merito.

Particolarmente solida pare, però, essere Ripple, la criptomoneta sconosciuta fino a poco tempo fa, ma diventata negli ultimi mesi un vero e proprio fenomeno mondiale. A inizio del 2017 valeva solo 0,006 Dollari, mentre a fine anno era arrivata a oltrepassare i 3 Dollari per un incremento complessivo del 30.000%.

Cos’ha Ripple in più rispetto al Bitcoin? Perché questa criptovaluta e apprezzata dalle banche e riesce a stringere accordi che ne garantiscono lnon solo la sopravvivenza ma anche, molto probabilmente, il futuro successo?

Si tratta di una criptovaluta scambiata sulla blockchain omonima che e stata progettata, dal suo fondatore Chris Larsen, oggi è uno degli uomini più ricchi del mondo, per consentire lo scambio veloce di denaro in tutto il mondo, a differenza del Bitcoin che ha, invece, l’obiettivo principale di accumulare valore nel tempo. Questa sua natura di essere “veicolo di denaro” suscita anche l’interesse delle banche e gli accordi stretti tra che Moneyfarm e Ripple in quest’ultimo mese ha dimostrato verso i Ripple in questi ultimi mesi ne sono testimonianza.

Certo è che chi ha acquistato i gettoni di Ripple si sta in questi giorni leccando le ferite, però è anche vero che l’attuale crollo del valore può spingere altri investitori a entrare nella blockchain puntando a un possibile rialzo nei prossimi giorni, rialzo che secondo gli esperti è più che auspicabile.

Redazione Newsrimini

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