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Vaccinazioni. Secondo E Pur Si Muove l’obbligo vale anche per alberghi

AttualitàRimini

16 maggio 2017, 16:18

Vaccini obbligatori, Consiglio di Stato conferma tempi di applicazione

in foto: repertorio

Nonostante la secca smentita da parte della Regione (vedi notizia) i genitori No Vax del Comitato E Pur Si Muove tornano alla carica. “L’obbligo delle vaccinazioni – scrivono in una nota – vale anche per la frequentazione dei servizi ricreativi attivi in regione, obbligo che, a norma di legge non fa tra l’altro distinzione tra residenti e non residenti.

La legge parla chiaro, secondo il comitato che si è anche rivolto al proprio legale Matteo Pavanetto per un parere dopo una risposta ritenuta non esaustiva da parte del comune di Rimini. Secondo l’avvocato “per servizi ricreativi si intendono attività ludiche (es. parchi giochi, parchi gonfiabili, ludoteche, aree giochi interne ed esterne poste presso strutture recettive (alberghi – ristoranti – stabilimenti balneari ad esempio), parchi tematici o ludici… ma anche sagre paesane e feste a contenuto ludico), peraltro frequentate occasionalmente e temporaneamente (2 ore al giorno per massimo due ore la settimana, ma anche per non più di quattro ore al giorno quotidianamente per non più di tre settimane l’anno), così come impone la legge. Probabilmente, attesa soprattutto la loro finalità ludica, per bambini tra zero e tre anni, potrebbero ragionevolmente rientrarvi piscine, palestre, etc … L’accezione del termine servizi ricreativi estrinsecata dal Comune di Rimini e dalla Regione ER è, infatti, molto ampia e, sine dubio, ricomprende molteplici attività che operano, soprattutto, nel settore turistico, con la conseguenza che, volendo attenersi rigorosamente alla legge, i bambini di età compresa tra zero e tre anni non vaccinati, a far data dall’1.9.2017, NON possano più accedere a tali tipi di servizi con tutte le conseguenze che ciò comporterà, oltre che a livello personale anche a livello sociale e commerciale.

Il legale spiega che la legge non chiarisce cosa accada ai trasgressori della norma e ipotizza che “una volta chiamata, la Polizia Municipale avrà il compito di presentarsi e far valere quanto stabilito per legge, trovando le necessarie modalità per sanzionare entrambi, utenti e gestori, per le loro rispettive mancanze.” L’avvocato si chiede anche come dal primo settembre 2017 albergatori e bagnini di Rimini intendano dare attuazione alla legge: “sicuramente, vigendo una norma che preclude l’accesso ai servizi ricreativi della Regione ad una particolare categoria di utenti, il titolare di un servizio di carattere ricreativo in linea puramente teorica, atteso che la legge nulla dice in merito, dovrebbe probabilmente esporre all’entrata la necessaria informativa (odiosa del tipo “qui i bambini tra zero e tre anni, NON vaccinati non possono entrare”) e, forse, addirittura domandare, alle varie famiglie recanti seco minori in tale fascia di età, di esibire il certificato rilasciato dall’ASL che attesti la regolarità delle vaccinazioni”.

Il Comitato torna a parlare di una legge discriminatoria e incostituzionale e con conseguenze anche pesanti di carattere economico commerciale per un territorio, come quello di Rimini, che ha sempre cercato di proporsi come la capitale dell’accoglienza e del turismo

Andrea Polazzi

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