Davide Nicolini non è più l’allenatore dell’Athletic Falco

Davide Nicolini

in foto: Davide Nicolini

DAVIDE NICOLINI NON È PIÙ L’ALLENATORE DELL’ATHLETIC FALCO

Come anticipato ieri sera a “Calcio.Basket” dal presidente Fabio Cameli, Davide Nicolini non sarà l’allenatore dell’Athletic Falco nella prossima stagione, per motivi familiari.

“La voce girava da un po’: siamo ai saluti. Grazie Mister – si legge sul sito ufficiale dell’Athletic -. Sei stato il nostro condottiero durante una stagione che, alla fine, si è rivelata una fiaba. Hai reso vincente una famiglia, entrandone a far parte a pieno titolo. Ci hai trasmesso tranquillità, quasi insegnandocela, giorno dopo giorno, partita dopo partita. Sei stato stimolo e occasione di crescita anche per la nostra società, non solo per lo spogliatoio. Sei stato con noi in ogni momento. Sei un fuoriclasse prima come persona, poi come allenatore.
Per noi rappresenti un insieme di qualità che difficilmente potremo dimenticare: per l’Athletic sei motivo di vanto ed orgoglio. Qualunque strada imboccherai ora, noi tiferemo sempre per te.
Non eravamo i più forti ma alla fine ci hai reso i migliori.
Ora siamo ai saluti. Una società come la nostra adesso deve obbligatoriamente pensare di aprire un ciclo con un altro allenatore. La programmazione per noi è fondamentale, soprattutto in vista di una Categoria a noi sconosciuta come la Prima.
Ma il nostro è un arrivederci. Ce lo dice la storia di quest’anno, che abbiamo scritto insieme. Quindi, ce lo dice il cuore.

Buona fortuna Mister”

NICOLINI: “È STATA UNA STAGIONE FANTASTICA. ORA SIAMO AI SALUTI, MA È UN ARRIVEDERCI”

Il tecnico di origini milanesi lascia quindi la panchina degli arancioneri dopo la vittoria del campionato di Seconda Categoria. “La mia decisione non è, e non potrebbe essere, una decisione sportiva. All’Athletic Falco mi sono trovato come mai ero stato da nessun’altra parte. Passione, organizzazione e capacità” spiega l’ex calciatore del Rimini.

A cosa è dovuta questa scelta?
“La decisione di lasciare arriva al termine di un mio pensiero personale in quanto non avrei potuto, almeno per una buona parte della stagione, dedicare il tempo giusto e mostrare l’attenzione adatta nei confronti una categoria nuova e molto impegnativa. Certamente i mesi da gennaio a Pasqua sono stati molto difficili: familiarmente abbiamo avuto qualche problema di troppo in termini di salute. In accordo con mia moglie ci siamo regalati un viaggio in Thailandia che faremo per le prossime feste natalizie ed il campionato di Prima riparte il 7 gennaio, con tempistiche completamente diverse rispetto a quelli di categorie inferiori. Per Fabio (Cameli n.d.r.) non sarebbe stato un problema però, pesando un po’ tutto, non sarei stato al cento per cento. Quindi ho pensato più alla mia famiglia che, magari, ad una piccola ambizione personale. Certamente una volta raggiunto l’incredibile obiettivo della promozione in Prima, la decisione è venuta quasi da sola. Se fossimo rimasti in Seconda, almeno da parte mia, non ci sarebbero stati problemi a rimanere”.

Che sensazioni prova nel cedere il timone della squadra?
“Sono molto sereno, essendo una decisione mia non potrebbe essere altrimenti. So come ho lavorato, conosco l’impegno e la dedizione che ho profuso assieme al mio staff tecnico per arrivare al risultato finale. Sono certo che la squadra non avrà alcun problema ad inserirsi con una nuova guida tecnica ed ovviamente, se il nuovo mister avrà bisogno che io lo “introduca a bordo”, lo farò in maniera trasparente ed oggettiva. Sicuramente posso mettere la mano sul fuoco per quanto riguarda un aspetto: chi arriverà sarà molto felice di allenare questo gruppo e troverà un contesto pronto”.

Nicolini intervistato da Silvia PediniCosa pensa abbia fatto la differenza durante la stagione appena conclusa?
“Un grande Presidente, sempre positivo e propositivo e con tantissime idee. In queste categorie un lusso: conscio dei propri limiti, ma anche consapevole che sognare porta a grandi risultati se si ha la testa per poterlo fare, e lui ha dimostrato tutto questo. Chapeau.
Un grande gruppo di giocatori che ha saputo soffrire, migliorarsi, e mi ha seguito in maniera pressoché totale. Ha un DNA importante e, a parte qualche inevitabile mosca bianca, fa gruppo anche fuori dal campo e questo fattore porta tanti punti.
Grandi uomini: senza una simile caratteristica, difficilmente si riesce a conseguire quello che alla fine abbiamo ottenuto.
Un grande contorno a partire dal gruppo dirigenti in cui ognuno sa quello che deve fare e sa dove può arrivare, senza andare a mettere in difficoltà nessuno. Anche se le idee non sono tutte uguali, perché non lo possono essere, sono sempre andati avanti insieme per il “bene della squadra”, dimostrandosi di gran lunga di altra categoria.
E poi tutto il seguito dai tifosi in generale alle ragazze, che hanno sempre sostenuto la squadra. Qui si rasenta la perfezione“.

La prossima stagione allenerà? Ha ricevuto altre proposte?
“Se ci sarà una soluzione di “comodo” la prenderò sicuramente in considerazione. Se non si manifesterà starò tranquillamente fermo. Io non alleno per mestiere. In queste categorie lo si fa per passione e per divertimento. Quindi se ci sarà qualche opportunità in categorie inferiori, la valuterò. Proposte? Ogni società che mi chiamava, allo scopo di porgermi i complimenti per la vittoria del campionato, diciamo che mi “buttava lì” la proposta. Alcune telefonate mi hanno fatto realmente piacere, ma continuo a dire che sono arrivate per merito di tutto il “mondo Athletic” a partire dal Presidente, passando per staff tecnico, giocatori e dirigenti”.

Cosa manca all’Athletic per poter disputare un buon campionato di Prima?
“Come già detto la squadra ha un DNA invidiabile e può giocarsela con quasi tutte le squadre anche in Prima. Però attenzione: più dell’aspetto fisico, si alzerà di tanto il livello tecnico/tattico. Quindi se la dirigenza, con la conoscenza di Santi, riuscirà a piazzare tre colpi di categoria nei punti focali, direi che i Falchi potrebbero proporsi per un’ennesima grande stagione”.

A bocce ferme, qual è il punto di forza dell’Athletic inteso come società?
“Coesione, rispetto dei ruoli, passione, capacità e tanto entusiasmo. Il tutto diretto in maniera impeccabile da un grande Presidente“.

Cosa vi siete detti quando ha comunicato a Cameli la sua scelta?
“Ha cercato di farmi cambiare idea. Rimarrà impressa la commozione mostrata da entrambi quando abbiamo realizzato che, calcisticamente parlando, non avremmo condiviso insieme la prossima stagione”.

Ha suggerito al Presidente un nome per la panchina arancionera?
“No, perché non ne ha bisogno. Saprà scegliere un Mister capace e soprattutto contraddistinto da grandi valori umani“.

Quanto sarà ostico per un nuovo allenatore raccogliere la bella eredità da lei lasciata?
“Non sarà assolutamente difficile. La squadra gioca un calcio discreto o almeno ci prova. Fisicamente risponde a tutti gli stimoli del preparatore atletico. Poi disputare una categoria come la Prima sarà uno stimolo. Per me chiunque arriverà, se mostrerà umiltà, entusiasmo e personalità, non incontrerà nessun tipo di problema”.

Cosa ricorderà con maggior piacere di questo anno trascorso con l’Athletic?
“La gioia, la contentezza e gli occhi umidi al momento della vittoria di giocatori e dirigenti. Aver contribuito a tanta felicità mi rende orgoglioso di averne fatto parte.
La cosa che mi farà sempre ridere sono alcune “cabale”: chi ne è a conoscenza sa a cosa mi riferisco, e credo sorriderà leggendo queste parole”.

Si tratta di un addio oppure di un arrivederci?
“Per quanto ho detto finora, e per quello che sanno tutti, per me si tratta di un arrivederci. Sperando che il mio sostituto possa conquistare le gioie ed i risultati che ho avuto la fortuna di raggiungere io”.

Icaro Sport

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