domenica 20 gennaio 2019
di Redazione   
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dom 14 mag 2017 08:45 ~ ultimo agg. 15 mag 15:36
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In occasione della 67° assemblea di Federalberghi sono stati diffusi gli Sono stati censiti gli alloggi disponibili sui vari portali e gli elenchi sono stati messi a disposizione delle autorità competenti perché svolgano gli opportuni controlli.

Gli albergatori hanno fatto i conti sulla disponibilità di questi appartamenti a livello nazionale e per quanto riguarda il Comune di Rimini ad aprile nella settimana di Pasqua, risultavano disponibili su Airbnb 470 alloggi, di cui:
– 299 (63,61%) riferiti ad interi appartamenti;
– 322 (68,51%) disponibili per più di sei mesi;
– 285 (60,63%) gestiti da host che mettono in vendita più di un alloggio.
fonte: elaborazioni Federalberghi / Incipit srl su dati Inside Airbnb.

Nella stessa settimana in Emilia Romagna risultavano disponibili su Airbnb 6.178 alloggi, di cui:

– 3.546 (57,39%) riferiti ad interi appartamenti;
– 4.379 (70,88%) disponibili per più di sei mesi;
– 3.016 (48,81%) gestiti da host che mettono in vendita più di un alloggio.

La Presidente dell’AIA di Rimini Patrizia Rinaldis concorda con le smentite di Federalberghi ai capisaldi della cosiddetta sharing economy:

“- non è vero che si condivide l’esperienza con il titolare: la maggior parte degli annunci pubblicati su Airbnb si riferisce all’affitto di interi appartamenti, in cui non abita nessuno;
– non è vero che si tratta di attività occasionali: la maggior parte degli annunci si riferisce ad appartamenti disponibili per oltre sei mesi all’anno;
– non è vero che si tratta di forme integrative del reddito: sono attività economiche a tutti gli effetti, che molto spesso fanno capo ad inserzionisti che gestiscono più alloggi;
– non è vero che le nuove formule compensano la mancanza di offerta: gli alloggi presenti su Airbnb sono concentrati soprattutto nelle grandi città e nelle principali località turistiche, dove è maggiore la presenza di esercizi ufficiali”.

Per cui, secondo Federalberghi, “il consumatore è ingannato due volte: la prima viene tradita la promessa di vivere un’esperienza autentica e vengono eluse le norme poste a tutela del cliente, dei lavoratori, della collettività, del mercato. La seconda che vengono danneggiate tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza.

La Presidente Rinaldis ha rivolto un appello ai parlamentari del territorio, affinché durante la discussione della cosiddetta “manovrina” (decreto legge n. 50 del 2017), vengano irrobustite le disposizioni relative al regime fiscale delle locazioni brevi, con l’obiettivo di far pagare le tasse a tutti e di proteggere i consumatori, i lavoratori, la collettività;

 

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