sabato 19 gennaio 2019
di Redazione   
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gio 6 apr 2017 12:02 ~ ultimo agg. 22:25
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Sabato 8 aprile, in occasione della Giornata Internazionale di Rom e Sinti indetta dall’Onu, Rimini intende festeggiare insieme alle famiglie rom e sinte della città e del territorio.
L’iniziativa, dal titolo “Una festa di Popoli e Culture. Insieme, per conoscerci, per accoglierci”,
è promossa dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali della Diocesi di Rimini.

La Giornata cade l’8 aprile a ricordo del primo congresso di intellettuali romanì avvenuto a Londra nel 1971. Stabilì il termine “rom” (uomo) come denominazione ufficiale, l’inno Djelem Djelem in memoria del genocidio nei lager nazifascisti e la bandiera con ruota indiana su sfondo per metà verde, a simboleggiare la terra coperta d’erba, e per metà azzurra come il cielo.

L’appuntamento riminese è un incontro-festa (a ingresso libero) a partire dalle 17.30 alle 19 in piazza Cavour e presso il Giardino delle Mimose, a Rimini, con animazione per bambini, ragazzi e adulti.
Un pomeriggio di festa e di amicizia – spiegano i promotori – al quale le famiglie rom e sinte parteciperanno attivamente, proponendo loro stesse animazioni e giochi.
Una roulotte colorata stazionerà in piazza Cavour: sul tetto palloncini – continuano i promotori – per “far volare” la conoscenza, l’accoglienza reciproca e l’amicizia.

Vorrei che per il vostro popolo si desse inizio ad una nuova storia. – ha detto Papa FrancescoÈ arrivato il tempo di sradicare pregiudizi secolari, preconcetti e reciproche diffidenze che spesso sono alla base della discriminazione, del razzismo e della xenofobia”.

Partecipano all’iniziativa: comunità Papa Giovanni XXIII, AGESCI, Azione Cattolica, Centro culturale Paolo VI, ACLI, MASCI, RNS, Movimento dei Focolari, Cenacolo della SS.ma Trinità, Istituto Santa Famiglia, ma tutte le Aggregazioni Laicali condividono lo spirito di accoglienza e di contrasto ad ogni forma di razzismo e discriminazione che ne ha costituito l’origine.

La Giornata internazionale dei Rom e dei Sinti, “ritorna ogni anno a provocare sulla storia e sulla vita di un popolo europeo che conosce ancora molte discriminazioni e umiliazioni, – a ricordarlo è la Fondazione Migrantes della Ceimentre non viene riconosciuto il tesoro che custodisce”.

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