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di Redazione   
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gio 13 apr 2017 17:41 ~ ultimo agg. 14 apr 13:56
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Per la Cassa di Risparmio di Rimini, Cassa di Cesena e Cassa di San Miniato la Fabi non vuole “salti nel buio nè avventure di nessun genere” dichiarando apertamente la netta preferenza per “la soluzione Cariparma Credit Agricole a qualsiasi eventuale tentativo di speculazione finanziaria’. Lo ha detto all’agenzia RadioCor – Sole 24 Ore il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. “Anche in un recente passato il gruppo Cariparma Credit Agricole ha dato ampie garanzie di stabilita’ sociale e di salvaguardia dell’occupazione, oltre che di assistenza e consulenza economica al servizio dei territori e delle economie locali. “Siamo certi – ha detto Sileoni – che Banca d’Italia e le istituzioni europee sapranno guidare l’operazione di acquisizione partendo dal presupposto che quelle date da Cariparma Credit Agricole sono garanzie di stabilità, di salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e di mantenimento sul territorio degli storici marchi delle banche, pur in un’ottica di efficientamento organizzativo e strutturale’.

Sembra tramontare quindi per Carim l’ipotesi del fondo inglese JP Flowers che aveva messo sul piatto 150milioni di euro. Offerta più o meno simile a quella di Cariparma Credit Agricole. Perché l’affare vada in porto, come ribadito più volte, è necessario che l’istituto riminese si liberi degli Npl, vale a dire quei 910 milioni tra sofferenze e crediti non performig che ne zavorrano l’attività. Ad intervenire in questo caso dovrebbe essere il fondo interbancario. I tempi a questo punto dovrebbero essere brevi e si parla già di una possibile fusione con la Cassa di Risparmio di Cesena.

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