domenica 20 gennaio 2019
di Redazione   
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ven 3 mar 2017 15:58
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Un dato inconfutabile: il Pronto Soccorso non è un bel luogo. Ci si reca per un problema di salute, già di per sé una grande fonte di stress. E una volta arrivati ci si può sentire smarriti e confusi, a causa di un sistema organizzativo non sempre chiaro, per non parlare dei tempi di attesa, spesso infiniti.
Ogni regola, però, ha un’eccezione, che in questo caso si chiama Riccione. L’esperienza di trovarsi al Pronto Soccorso dell’Ospedale Ceccarini di Riccione, infatti, è diversa da tutte le altre. In meglio, grazie ai Volontari Assistenza Pronto Soccorso (VAPS). Un’associazione di volontari impegnati nell’assistenza ai pazienti, non sanitaria, ma morale e psicologica. Umana, a tutto tondo. “Siete degli angeli!” è l’espressione che, di norma, i volontari Vaps si sentono rivolgere, e sarebbe già sufficiente a descrivere la forza e l’utilità del loro operato. Ma è giusto raccontare nei dettagli questa realtà, unica nel suo genere, attraverso le parole di Valeria Bernardi, presidente dell’Associazione.

Valeria ci racconti chi sono i Vaps
“I Vaps, di cui faccio parte dal 2003 e di cui ho l’onore di essere presidente, sono un’associazione di volontari che si impegnano a prendersi cura, in diversi modi, della persona umana che si trova dietro al paziente. Ogni persona, nel momento in cui entra in un Pronto Soccorso, si trova, in un certo senso, a vedere la propria immagine mutata: da persona-cittadino a persona-paziente. Ma la persona rimane sempre, e non va assolutamente trascurata. Per questo ci siamo noi”.

La vostra, quindi, non è assistenza medica.
“Esatto. Non siamo medici, e quindi non possiamo agire in tal senso, e per quello c’è già il personale specializzato. Principalmente offriamo un sostegno morale ai pazienti durante le lunghe attese al Pronto Soccorso, o ai parenti degli stessi. Ma non solo. Ci impegniamo anche a diffondere informazioni utili sul significato dei codici colore, sulle priorità d’accesso, sui servizi e i percorsi ospedalieri. Inoltre, raccogliamo informazioni e dati per valutare la qualità del servizio del primo soccorso, cogliere eventuali problematiche percepite dal pubblico e risolverle al meglio, il tutto operando come elemento di congiunzione tra operatori e pazienti”.

 

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