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di Andrea Polazzi   
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lun 20 mar 2017 13:59 ~ ultimo agg. 21 mar 12:54
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Una premessa, i dati che proponiamo sono quelli Istat, elaborati dagli uffici statistica prima provinciale e ora regionale. Dati che, ha spiegato nei giorni scorsi il sindaco di Rimini Andrea Gnassi citando il presidente dell’Istat, sarebbero sottostimati di circa il 30%. Al momento però sono gli unici raffrontabili a livello nazionale e internazionale.

I dati provinciali: confronto 2012 – 2016. In 5 anni, dal 2012 al 2016, i turisti arrivati in provincia di Rimini sono passati da 3milioni 198.906 a 3milioni 450.431 (+7,8%). Sono calati però quelli stranieri, da 733mila a 710mila.
Per quanto riguarda invece i pernottamenti il segno è negativo (-2,58%): se nel 2012 sfioravano i 16 milioni lo scorso anno si sono fermati sotto i 15,6 milioni proprio a causa di un tracollo delle presenze estere (400mila in meno in 5 anni). Già a prima vista i dati mettono in evidenza il calo di permanenza media dei turisti che in un quinquennio è passata da 5 giorni a 4,5.

Le singole località costiere. Guardando le singole località emerge un dato interessante: l’unico comune che dal 2012 al 2016 (nonostante i buoni risultati dell’ultimo anno) ha visto diminuire il numero di presenze è il capoluogo: Rimini infatti nel 2012 ne registrava 7.604.056 a fronte dei 7.093.796 del 2016 (-6,7%). Nello stesso periodo Riccione è passata 3.525.388 a 3.539.347 (+0,39%), Bellaria Igea Marina da 2.140.657 a 2.141.365 (+0,03), Cattolica da 1.744.440 a 1.841.656 (+5,57%) e infine Misano Adriatico da 774.439 a 789.989 (+2%). Il calo riminese, tra l’altro, non è imputabile solo alle presenze estere (circa 300mila in meno) ma anche a quello di turisti italiani (-200mila circa).

Discorso diverso invece alla voce arrivi che vede tutte le località in crescita nell’ultimo quinquennio con Rimini che passa da 1.629.976 a 1.710.093 (+4,9%), Riccione da 737.894 a 810.547 (+9,84), Bellaria da 348.286 a 378.011 (+8,5%), Cattolica da 291.696 a 333.499 (+14,3%) e Misano da 125.316 a 146.392 (+16,8%).

I picchi negativi di arrivi e presenze si sono registrati nel 2013, negli anni seguenti si è registrata un’inversione di tendenza graduale ma precisa. L’auspicio è che la crisi sia ormai alle spalle e che il 2017 possa segnare la svolta definitiva. Mercati esteri e durata del soggiorno (in costante calo) saranno due delle priorità su cui lavorare.

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