mercoledì 16 ottobre 2019
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In foto: Il tributo della Curva Est a Francesco Scotti
di Roberto Bonfantini   
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gio 2 mar 2017 18:52 ~ ultimo agg. 3 mar 18:15
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“Ciccio non aver paura di sbagliare un calcio di rigore…”.

Riprendendo, con una piccola libertà poetica sul nome del protagonista, il successo di Francesco De Gregori, dobbiamo aggiungere che Ciccio paura di sbagliare non l’ha mai avuta. E pazienza se è stato proprio il portierone biancorosso a scagliare sul palo il rigore decisivo, lui che pochi secondi prima aveva respinto con la mano di richiamo il penalty di D’Urso, consentendo al Rimini di tornare sul dischetto per il quinto tentativo (dopo l’errore di Arlotti).

La prima cosa che Francesco Scotti ha fatto al nostro microfono è stato chiedere scusa per l’errore commesso ai tifosi biancorossi, soprattutto a chi ha chiesto un giorno di ferie per seguire il Rimini ad Anghiari (nel ritorno degli ottavi di finale della fase nazionale della Coppa Italia di Eccellenza con la Baldaccio Bruni).

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L’estremo difensore biancorosso ha ribadito poi il concetto sul suo profilo Facebook, postando il seguente commento: “Chiedo umilmente scusa per quello che è successo oggi…. soprattutto a chi era lì presente a sostenere i nostri colori prendendo permessi di lavoro o avendo affrontato lunghi viaggi…. di certo non meritava questo…. allo stesso tempo dico che porteremo a termine questo campionato nel migliore dei modi e questa partita resterà solamente un labile ricordo che passerà in secondo piano…. vamos biancorossi”.

Un gesto di grande umiltà di un numero uno non solo sulla maglia e in campo, ma anche nella vita, che fa specie leggere da colui senza le cui parate il Rimini “spuntato” di Anghiari ai rigori non ci sarebbe neanche arrivato.

Il tatuaggio di Francesco ScottiEssere estromessi da una competizione lascia sempre l’amaro in bocca, soprattutto se l’eliminazione arriva dopo la prima sconfitta di questo 2017 fino a ieri solo vincente per il Rimini e dopo la roulette dei calci di rigore, che aveva invece premiato i ragazzi di Mastronicola nella finale regionale con il Rolo. Ma la pillola è meno amara se ti permette di scoprire o ricordare che c’è chi la maglia a scacchi l’ha impressa nel cuore… e in alcuni casi, come in quello di Ciccio Scotti, anche tatuata sulla pelle.

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