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Carim, nessuna sanzione da Bankitalia. Ma ora tempi brevi

EconomiaRimini

9 marzo 2017, 12:45

Nessuna sanzione da Bankitalia. Parte da qui il presidente di Banca Carim Sido Bonfatti, riportando ciò che è emerso dal report successivo all’ispezione di Bankitalia, la seconda in tre anni “ma – spiega –  col controllo si sono persi otto mesi. E’ saltato il piano industriale che prevedeva immissione di capitale fresco (100 milioni), capitale che ora comunque non basterebbe più. E ora bisogna trovare la strada per il futuro in tempi brevi”.

Clienti, dipendenti e soci le tre priorità indicate da Bonfatti. La banca va efficientata, aggiunge.

Nel report si dice che i problemi di Carim sono legati ad anomale erogazioni avvenute negli anni che hanno preceduto il commissariamento.

I controllori – spiega il Direttore Scardone – hanno riconosciuto che solo le condizioni di mercato hanno impedito a questo management di trovare investitori. Ci hanno dato fiducia e ora le condizioni sono migliori. C’è interesse sul mercato sia italiano che estero. Sia la banca da sola che nella prospettiva di future aggregazioni”.

Scardone mette sul piatto quello che definisce uno sforzo immane per ripulire il bilancio. Attualmente i crediti non performing ammontano a 910 milioni di euro e di questi le sofferenze sono 650 milioni. I primi sono coperti al 50% i secondi al 62%. Percentuali notevoli per raggiungere le quali è stato eroso il patrimonio. Tra l’altro, evidenziano Bofatti e Scardone, si tratta per oltre il 65% di sofferenze che arrivano da Rimini e provincia. A testimonianza che la Banca ha dato tanto al territorio ma ha ricevuto indietro molto meno.

Sul futuro – dice Bonfatti – i tempi per una soluzione saranno brevissimi. Perché la nostra vocazione è ampliare il credito e invece con il patrimonio attuale (come accaduto negli ultimi 8 mesi) dovremmo ridurre”.

Nelle settimane passate, la Banca ha provveduto ad effettuare l’aggiornamento annuale del valore teorico delle azioni Carim: la mancanza di un mercato attivo per gli scambi del titolo ha indotto l’esperto indipendente incaricato della valutazione a non adottare il criterio del patrimonio netto tangibile (che restituisce, rapportato al numero delle azioni, un valore pari a 3,34 euro per azione), in favore di metodologie valutative che tengono conto dei multipli dei titoli bancari quotati, nonché della attuale illiquidità del titolo Carim (con il risultato di una significativa riduzione del valore teorico dell’azione stimata al “valore equo” di 1 euro).


 

Nota informativa diffusa in conferenza stampa: 

Con la consegna del rapporto ispettivo, lo scorso 7 marzo si è concluso il processo di verifica condotto da Banca d’Italia presso Carim dal 27 giugno 2016 all’11 novembre 2016.
Anche questo secondo processo di accertamento ispettivo da quando la Banca è uscita dal Commissariamento si è concluso senza l’applicazione di sanzioni da parte di Banca d’Italia.
La Banca d’Italia, nel riconoscere il lavoro di riorganizzazione e risanamento compiuto da Carim negli ultimi anni, ha rilevato il permanere di criticità in termini di dotazione patrimoniale, connesse all’ulteriore deterioramento del portafoglio crediti, “riguardante posizioni erogate negli anni precedenti il commissariamento…”. Risulta pertanto prioritario procedere quanto prima ad una operazione di ricapitalizzazione per conseguire i livelli dei coefficienti prudenziali specifici richiesti dall’Autorità di Vigilanza.

Inoltre, nel necessario ossequio delle direttive europee e delle nuove linee guida della BCE, Carim sarà impegnata, così come le altre banche italiane in questi mesi, nel piano di riqualificazione degli attivi, da realizzarsi mediante ulteriori operazioni di cessione dei crediti deteriorati, cosiddetti NPLs, ereditati dalla gestione ante commissariamento.

Nel frattempo, nelle settimane passate, la Banca, nel rispetto degli obblighi previsti dal Testo Unico della Finanza e dal Regolamento Intermediari Consob, ha provveduto ad effettuare l’aggiornamento annuale del valore teorico delle azioni Carim, necessario ai Clienti ai fini degli adempimenti fiscali e gestionali connessi alla detenzione di una partecipazione azionaria.
La mancanza di un mercato attivo per gli scambi del titolo e la conseguente impossibilità di individuare dei prezzi “di transazione” ha indotto l’esperto indipendente incaricato di tale valutazione a ritenere non opportuna l’adozione del criterio del patrimonio netto tangibile (che, in conseguenza dell’azzeramento dei valori di avviamento derivanti dagli acquisti del passato di Filiali di altre banche, restituisce, rapportato al numero delle azioni, un valore pari a 3,34 euro per azione), in favore invece dell’adozione di metodologie valutative che tengono conto dei multipli dei titoli bancari quotati, nonché della attuale illiquidità del titolo Carim (con il risultato di una significativa riduzione del valore teorico dell’azione stimata al “fair value” – “valore equo” – all’importo di 1,00 euro).

Banca Carim è convinta che la trasparenza, alla fine, premi sempre: anche e soprattutto nel rapporto con i propri azionisti, che intende rafforzare confermando in toto le agevolazioni che già caratterizzano l’operatività del socio con la Banca, ed integrandole con l’immediato lancio di prodotti “dedicati” che consentano di fare conseguire ai clienti-soci un pronto ritorno economico (è già stato stanziato un plafond di 50 milioni di euro per la emissione di Certificati di deposito “pregiati” dedicati ai soli Soci, ed è stato varato un programma per la erogazione di “prestiti d’onore” ai figli dei Soci che intendano affrontare gli studi Universitari).

Lo sforzo maggiore rimane comunque concentrato nella ricerca di soluzioni definitivamente risolutive. In questi giorni sono in corso le attività di due diligence per mettere a punto i profili tecnici di operazioni straordinarie volte a risolvere contemporaneamente i problemi della liberazione degli attivi dai crediti problematici e del rafforzamento patrimoniale propedeutico al riavvio del processo di sviluppo interrotto dall’intervento ispettivo che inevitabilmente ha “bloccato” la banca per 8 mesi.

Un ruolo importante potrebbe essere giocato, in questa prospettiva, dallo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositanti, al quale Banca Carim prudentemente si è rivolta da subito, nella consapevolezza che è l’unico intervento “di sistema” che non obbliga a coinvolgere i risparmiatori.

L’esito del secondo intervento ispettivo conferma dunque la piena continuità ed operatività della Banca, vitale e radicata sul territorio, con importanti prospettive di evoluzione industriale. Nel segno dell’innovazione, Carim annuncia l’inaugurazione di un’area digitale allestita nei prestigiosi locali di Palazzo Buonadrata lungo il Corso d’Augusto di Rimini presso cui la Clientela potrà usufruire di servizi bancari 24 ore su 24 e di servizi informativi e tecnologici di ultima generazione.

Alcuni dati aziendali:

L’analisi del conto economico degli ultimi anni evidenzia che la causa delle perdite di bilancio di Carim sono le rettifiche di valore sui crediti, che tra il 2013 e il 2016 hanno superato € 300 mln, in aggiunta a quelle operate nel corso dell’amministrazione straordinaria, oltre alla svalutazione degli avviamenti (oltre 30 milioni di euro). Se la banca avesse avuto le stesse perdite dei competitori ai quali avrebbe dovuto potere essere paragonata (cioè banche “sane”, ovvero “risanate”) le sue performances sarebbero state allineate a quelle, se non migliori; e i coefficienti patrimoniali superiori a quelli previsti dalla Vigilanza.

L’opera di pulizia dei crediti ha anche permesso una importante riduzione dei livelli di concentrazione del rischio, che oggi risulta molto più frazionato in coerenza alla recuperata vocazione localistica della banca. La nuova produzione di credito dal 2013 a oggi è caratterizzata da una qualità non paragonabile a quella precedente, nonostante il contesto economico critico: il numero e la quantità di crediti che ogni anno si sono deteriorati è assolutamente migliore della media del sistema bancario.

Banca Carim ha da tempo raccolto le sollecitazioni delle Autorità di Vigilanza a contenere i costi e a ridurre la rete “fisica” a vantaggio delle nuove tecnologie. I costi generali sono stati ridotti di oltre il 20% nell’ultimo triennio; la concentrazione delle Filiali ha investito il 32,4% della rete (rispetto al 10,8%) del sistema nello stesso periodo; la indispensabile politica di alleggerimento del personale ha già conseguito risultati significativi e mira ora a pervenire ad un grado particolarmente elevato di efficienza.

La banca conferma la sua vocazione al sostegno della piccola e media impresa e delle famiglie del territorio: il credito erogato supera i 2.300 milioni distribuito su quasi 20.000 clienti; la raccolta totale (diretta e indiretta) raggiunge quasi 4.000 milioni. Banca Carim sostiene anche gli operatori e le famiglie in stato di difficoltà, considerato che negli ultimi tre anni sono stati ristrutturati debiti per oltre 2500 clienti per oltre 600 milioni di euro.

Redazione Newsrimini

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