lunedì 21 gennaio 2019
di Redazione   
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dom 19 mar 2017 10:12
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La Regione tende la mano a comuni e province, che proprio alcuni giorni fa hanno presentato un esposto per manifestare le gravi difficoltà di budegt nelle quali sono costrette ad operare (in quella di Rimini, pur senza investimenti, l’anno dovrebbe chiudere con un passivo di 5 milioni).

L’Emilia Romagna ha sottoscritto un intesa con le autonomie locali che permetterà a Comuni e Province di avere nel 2017 spazi per nuovi investimenti pubblici utili a realizzare opere e interventi superando i vincoli di bilancio. A essere favoriti saranno in particolare i piccoli Comuni, quelli nati da fusione, le amministrazioni con progetti già cantierabili e, con anche un cofinanziamento regionale, le opere di ricostruzione post sisma.

Sarà la Regione a coordinare la spesa. L’iniziativa è in linea con la legge nazionale sul pareggio di bilancio, che ha introdotto il sistema delle intese regionali, e col recente decreto ministeriale che permette operazioni di investimento grazie ai risultati di esercizi precedenti.

Grazie al coordinamento garantito dalla Regione– spiega l’assessore regionale al Bilancio, Emma Petitti si possono concretizzare, per le amministrazioni locali, nuove opportunità di investimenti privilegiando criteri di attribuzione in linea con le politiche di governo regionale. Per noi non è una esperienza completamente nuova- precisa Petitti- nell’ambito dei cosiddetti patti di stabilità territoriale, l’Emilia-Romagna ha distribuito sul territorio oltre 1.065 milioni di euro negli ultimi sei anni, senza aggravi sul bilancio regionale, coordinando un complesso sistema di domanda- offerta”.
Questo dimostra -conclude l’assessore – che lavorando insieme si promuove lo sviluppo senza aumentare la spesa e si fa crescere un sistema istituzionale sinergico, integrato e orientato alla governance del territorio

Criteri e domande
I parametri che saranno applicati nel 2017 puntano a favorire i piccoli Comuni, con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti, i Comuni nuovi nati da processi di fusione, gli enti che già dispongono di progetti di investimento “cantierabili” e quindi effettivamente realizzabili nell’anno. Inoltre, vengono sostenuti gli investimenti cofinanziati dalla Regione e le opere di ricostruzione a seguito del sisma del 2012. Una piccola quota corrispondente al 5% delle disponibilità totali è invece riservata a fronteggiare situazioni di particolare criticità dovute ad eventi calamitosi e non prevedibili. Il documento, già pubblicato sul portale regionale Finanze, indica le modalità di applicazione. I comuni e le province che intendono aderire devono presentare domanda alla Regione entro il 30 aprile.
Entro il 31 maggio la Giunta regionale, sentito il parere del Consiglio delle Autonomie locali, provvederà ad attribuire gli spazi finanziari agli enti territoriali che ne hanno fatto richiesta.

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