Sant’Agostino-Rimini 1-0, “Il buono, il brutto, il cattivo” secondo Baio

Sant'Agostino-Rimini

in foto: La vignetta di Baio dopo Sant'Agostino-Rimini

SANT’AGOSTINO-RIMINI 1-0, “IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO” SECONDO BAIO

IL BUONO

Esattamente come i film, non sempre le partite hanno un lieto fine. Il nome S. Agostino (storico cinema riminese) mi evoca questa considerazione. Ma è anche un altro modo per dire che purtroppo questa giornata non ci lascia nulla di positivo, di ritorno dalle nebbiose lande ferraresi. A meno di non rischiare di sconfinare nell’ovvio.
Cercherò di non farlo.
Una sconfitta è sempre un insegnamento, l’importante è saperlo cogliere. Questa ci dice certamente tante cose. Per esempio che il Rimini non è nelle condizioni di poter sbagliare il famigerato “atteggiamento”, perché il rischio non è solo quello di perdere ma anche di fare figure più o meno barbine come è stato questa volta.
Ci dice inoltre che un Ricchiuti in campo non è sufficiente a garantire l’immunità parlamentare, come in tanti avevano paventato.
E, a onor del vero, anche che il buon Mignani non è Ciccio Scotti.
Quando ci si trova ad un punto morto del tema, bisogna rileggere quel che si è scritto fino a quel momento per trovare gli argomenti giusti per ripartire.

IL BRUTTO

Presunzione. Questo è l’aggettivo che più si proponeva alla mia mente assistendo sconcertato alla prestazione scialba e senz’anima di S. Agostino. Sinceramente mi chiedo come sia stata possibile una tale e veloce involuzione, soprattutto nell’approccio alla gara, rispetto alle due splendide prove casalinghe con avversarie di ben altra classifica come Granamica e Sasso Marconi.
La risposta che mi do è appunto Presunzione. Abbiamo preso sottogamba i “Ramarri” ed abbiamo fatto la figura dei “tamarri”.
Essere la squadra da battere avrà anche i suoi onori ma ha sicuramente tanti oneri, il primo dei quali è quello di dimostrarlo sul campo, con i fatti, in ogni sfida e non solo quando il contesto (in casa) o l’avversario di rango forniscono motivazioni in abbondanza.
Quando serve bisogna saper essere anche brutti, sporchi e vincenti.
Noi nella nebbia ferrarese invece siamo stati dei fantasmi.

IL CATTIVO

A proposito di fantasmi, sono diversi gli spettri che dopo questo ennesimo e malaugurato ribaltone in vetta, aleggiano sulle teste dei biancorossi.
Primo (in ordine e di fatto) certamente un Sasso Marconi a cui le 5 sberle ricevute non hanno affatto tolto il proposito di fare suo questo campionato. Il vizietto di aggiudicarsi le vittorie in extremis è di quelli che alla lunga potrebbero stroncare qualsiasi resistenza.
Un altro spiritaccio ce l’abbiamo sicuramente in casa ed è quel malcelato spirito di auto compiangimento tipico di noi riminesi, abilissimi nei momenti di difficoltà, a dar contro alla casa come il baghino.
Da più parti sento infatti paventare l’eventualità di un disimpegno del Patron Giorgio Grassi in caso di mancata assegnazione della gestione dello stadio da parte dell’amministrazione comunale.
Del resto gli accordi preliminari che hanno reso possibile il progetto Rimini FC mi pare fossero chiari…
Possibile che quando si parla di calcio, i nostri governanti siano capaci solo di fare autogol?

Baio

LE VIGNETTE DI BAIO DOPO SANT’AGOSTINO-RIMINI

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