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Spaccio. Fiamme Gialle sgominano organizzazione: sequestrati eroina, cocaina e marijuana

CronacaProvincia

4 ottobre 2016, 10:52

in foto: A dx il col. Antonio Garaglio, comandante provinciale delle Fiamme Gialle e a sx il ten. col. Antonio Marco Antonucci, comandante del Nucleo PT

La Guardia di Finanza di Rimini ha sgominato, nell’0perazione denominata “100% 2016”, un’organizzazione criminale formata da italiani, albanesi e rumeni dedita allo spaccio di droga. In totale, in tre anni di indagini, sono stati sequestrati, su tutto il territorio nazionale, 10 chili di cocaina, 90 di eroina e due tonnellate di marijuana. 16 le ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite nella mattinata di oggi.

L’operazione era partita nell’agosto del 2013, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna, dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Procura della Repubblica di Rimini. In quell’occasione venne scoperta a Cento di Roncofreddo una vera e propria raffineria della droga. Furono arrestate tre persone, per cui è già stata emessa la condanna definitiva inflitta dal Tribunale di Forlì. Tra loro un italiano, proprietario della tenuta ortofrutticola in cui era stata allestita la raffineria, che è stata sequestrata. L’uomo non solo aveva fornito la spazio, ma era a conoscenza dell’attività e fungeva da palo per evitare i controlli. Nel laboratorio vennero travati 100 kg di droga, 10 chili di cocaina e 90 di eroina, e 100 kg di sostanza da taglio. La droga che  veniva confezionata arrivava dall’Albania via mare e dal nord Europa, passando per Milano. Era poi smerciata su tutto il territorio nazionale.

Un secondo step dell’operazione aveva portato a scoprire un altro filone, gestito sempre dalla stessa organizzazione: il traffico di marijuana. La droga arrivava dall’Albania sulle coste pugliesi con scafi molto potenti. Nel gennaio del 2014 ne fu fermato uno vicino a Bari con 200 chili di marijuana. Le fiamme gialle arrestarono altri tre uomini, lo scafista riuscì a fuggire.

Nell’ultimo anno e mezzo l’inchiesta è andata avanti per cercare di collegare tra loro i vari rami dell’impresa criminale. Uomini, per lo più albanesi, ma anche italiani e romeni, molto sfuggenti che comunicavano via sms con codici alfanumerici difficili da interpretare, usavano telefoni e auto solo per pochi giorni e poi li cambiavano, rendendo più difficile pedinarli. Le indagini sono state minuziose e hanno permesso di individuare in diverse parti d’Italia i vari membri del gruppo e diversi grossisti, arrestati con l’operazione di oggi, tra questi anche lo scafista, italiano, che era riuscito a sfuggire al blitz sulle coste baresi.

Dei 16 per cui è stata emessa l’ordinanza, 4 sono stati fermati a Rimini. Si tratta di cittadini albanesi e tra loro anche uno dei capi, un 50enne senza permesso di soggiorno.  18 le perquisizioni, compiute tra Rimini e altre località. Coinvolti diversi reparti, 80 finanzieri e un’unità cinofila.

Andrea Polazzi

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