mercoledì 23 gennaio 2019
di Redazione   
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gio 22 set 2016 15:33 ~ ultimo agg. 23 set 11:33
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Nell’attività tra parchi e strade, dal mare alle zone più interne, per contrastare i fenomeni di degrado sono state oltre 720 le sanzioni amministrative elevate da gennaio ad agosto per violazioni del regolamento di Polizia Municipale a Rimini. I controlli quotidiani hanno interessato anche gli immobili, gli alberghi e le colonie  abbandonati con cinque controlli su edifici in stato di abbandono, 39 le situazioni di bivacco sulle quali sono intervenuti e in un paio di casi si è anche intervenuti per l’erba troppo alta. Sono stati invece 22 i parcheggiatori abusivi sanzionati seguendo le norme del regolamento di Polizia Urbana (a cui se ne devono aggiungere almeno un’altra quarantina sanzionati per violazioni al codice della strada).  41 i mendicanti che sono stati identificati. L’attività della Polizia Municipale si è concentrata particolarmente su alcuni fenomeni che maggiormente colpiscono il territorio, a partire dai ‘pallinari’, che soprattutto questa estate si sono presentati in grande numero sui viali delle Regine. Da inizio anno ad oggi sono stati ben 392 i verbali elevati dagli agenti verso gli organizzatori e i complici che in strada aggirano i passanti con il gioco delle tre carte e per i quali il regolamento prevede sanzioni per 1000 euro ciascuno. Per quanto riguarda il contrasto alla prostituzione dall’inizio dell’anno e con particolare attenzione nei mesi estivi, la Polizia Municipale ha sanzionato 225 persone tra prostitute e clienti.

Sottolinea l’assessore alla Polizia Municipale Jamil Sadegholvaad  E’ un aspetto, quello del contrasto alle problematiche territoriali, che continuerà a vederci impegnati in prima linea anche con progetti specifici, per arrivare a debellare situazioni che minano la qualità della vita dei cittadini e la loro percezione di sicurezza. Resta però un tema aperto che riguarda la percentuale di mancato incasso da queste sanzioni, che inevitabilmente resta molto alto, fino ad arrivare a sfiorare il 40%. Purtroppo i meccanismi legislativi non ci aiutano, costringendoci a iscrivere a ruolo le sanzioni che non vengono corrisposte e avviando procedure di recupero farraginose, che seguono tempi infiniti e spesso estenuanti. Si dovrà, in futuro, arrivare a una semplificazione anche su questi problemi, che toccano direttamente la vita delle comunità”.

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