14 novembre 2018

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6 femicidi in Regione nel 2016. Centri antiviolenza: servono politiche mirate. Petitti: dallo Stato 1,3 mln

in foto: La 39enne uccisa a Parma

Dopo l’ultimo episodio di femicidio a Parma, con la morte della 39enne Elisa Pavarani per mano dell’ex compagno, interviene il coordinamento dei centri antiviolenza della Regione, di cui fa parte anche il riminese “Rompi il Silenzio”. Nel 2016, in Emilia-Romagna, si contano già 6 femicidi e 4 tentati femicidi.

Il Coordinamento ribadisce che “non si può affrontare il fenomeno della violenza sulle donne se non lo si inquadra prima di tutto come problema maschile. Sono tantissimi gli uomini che uccidono perché non riescono ad affrontare la fine di una relazione, e quindi ad accettare il limite che la libertà dell’altra impone alla propria. È necessario indagare il fenomeno della violenza sulle donne partendo da loro, dagli uomini, da quello che è un problema identitario che si traduce in una difficoltà relazionale. È importante un lavoro a livello culturale perché la relazione fra uomo e donna sia improntata sul rispetto e non sulla possessività e la dominazione“.
I femicidi sono forme estreme di sessismo: “non possiamo considerarli isolatamente ma dobbiamo situarli in una linea di continuità con i rapporti di potere e con quella cultura maschilista che stenta a riconoscere la donna come persona”. E la rete antiviolenza, sempre in prima linea a difesa delle donne chiede “una assunzione di responsabilità a livello istituzionale, politiche mirate e una presa di consapevolezza collettiva perché questa scia di violenza che vede morire coì tante donne in Italia si arresti“.

 

Interviene sul tema anche l’assessore regionale Emma Petitti:

E’ un orribile bollettino di guerra che non possiamo più tollerare. Per la Regione la lotta alla violenza di genere è in testa alle nostre priorità. Abbiamo messo in campo diverse iniziative, a partire dal primo piano antiviolenza, e abbiamo stanziato fondi considerevoli

Nel giro di qualche giorno – commenta l’assessore- sarà pubblicato il bando da un milione di euro destinato a enti locali, associazioni di promozione sociale e volontariato. Giovedì scorso invece ho partecipato alla prima riunione della Cabina di regia interistituzionale per l’attuazione del Piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere. Durante l’incontro, il ministro alle Pari opportunità, Maria Elena Boschi, ha assicurato che entro ottobre saranno sbloccati i fondi nazionali destinati alle attività dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio. Dei 19 milioni di euro totali, alla Regione Emilia-Romagna saranno riservati 1,3 milioni. Il piano messo in campo dalla Regione Emilia-Romagna non si limita a fornire la necessaria protezione alle donne che subiscono violenza ma punta a instaurare una cultura del rispetto, attraverso una campagna di informazione e sensibilizzazione da avviare già nelle scuole”.

Simona Mulazzani

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