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Via libera da Regione a fusione Mondaino, Montegridolfo e Saludecio. Referendum in autunno

In foto: Mondaino
di Redazione   
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mar 12 lug 2016 13:05 ~ ultimo agg. 13 lug 08:58
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Via libera dalla Regione alla fusione di Mondaino, Montegridolfo e Saludecio. L’Assemblea legislativa ha votato oggi a favore dell’indizione del referendum consultivo della popolazione interessata (oltre 5.500 cittadini nei tre Comuni), che si terrà in autunno.

Alla delibera approvata oggi farà seguito, entro 10 giorni, il decreto del presidente della Giunta regionale di indizione della consultazione popolare. Ciascuna proposta referendaria si comporrà di due quesiti: uno relativo all’istituzione del nuovo Comune unico mediante fusione di quelli preesistenti e uno per decidere il nome del nuovo Ente. Il nuovo Comune unico, una volta nato, potrà beneficiare – dall’anno dell’istituzione e per 15 anni – di 8,5 milioni di euro di contributi statali e regionali.

La relatrice di maggioranza Nadia Rossi (Pd) ha ricordato i benefici che deriverebbero alle comunità coinvolte dalla fusione dei tre comuni, di cui- ha ricordato- si discute dagli anni ’80. Le tre realtà sono accomunate da un’appartenenza ad un medesimo contesto geografico e culturale e, a causa del blocco delle assunzioni e delle crescenti ristrettezze economiche, “stanno di fatto già operando come fossero una sola realtà”. Il progetto di fusione potrà portare a importanti economie di scala, con la riorganizzazione dell’amministrazione e la razionalizzazione delle risorse.

Raffaella Sensoli (M5s), relatrice di minoranza, ha invitato ad una riflessione complessiva sulla nuova geografia regionale disegnata dalle fusioni che al momento interessano soprattutto realtà di piccole dimensioni demografiche, per le quali questo tipo di scelta “sembra una strada quasi obbligatoria”. Bisogna chiarire quale modello di ridisegno del territorio si vuole profilare e interrogarsi anche sulla bassa partecipazione ai referendum sulle fusioni nonostante i cittadini siano direttamente coinvolti da questo tipo di scelte, chiede l’esponente M5s. Infine, ha ribadito riferendosi ad un argomento al centro del dibatitto in Assemblea, bisogna saper interpretare l’esito delle consultazioni: “Il nostro impegno sarà quello di informare i cittadini e coinvolgerli nei cambiamenti che li interesseranno in maniera diretta”.

“Oggi facciamo un altro importante passo avanti nel processo di semplificazione e riorganizzazione dell’Emilia-Romagna”, ha sottolineato l’assessore regionale a Bilancio e riordino istituzionale Emma Petitti. “Dei 16 Comuni coinvolti e che, se i cittadini saranno d’accordo, potrebbero diventare 6, ben 12 hanno meno di 5.000 abitanti, 6 sono sotto i 3.000. Questi nuovi progetti di fusioni rappresentano dunque un’opportunità significativa per proseguire nel superamento dei problemi legati all’eccessiva frammentazione amministrativa e per migliorare l’organizzazione e la gestione dei servizi comunali per i cittadini e le imprese.

La Regione, ha ricordato la Petitti, “si sta sempre più impegnando nell’affiancamento dei Comuni intenzionati a percorrere la strada della fusione: accompagnando le analisi di fattibilità, sostenendo i percorsi di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini, promuovendo le attività dell’Osservatorio regionale come sede di raccordo tra tutti gli interlocutori istituzionali che devono gestire i processi di fusione. E per favorire questi percorsi la Giunta ha deciso di intervenire anche con un progetto di legge, che ha appena iniziato il suo iter in commissione, che semplificherà ulteriormente le procedure delle fusioni per dare nuove opportunità ai Comuni”.

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