20 novembre 2018

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Debito Agenzia Mobilità. In Commissione volano gli stracci

in foto: La Zanzani di AM

Questa mattina, nella seduta della II Commissione consiliare dedicata al tema di Agenzia Mobilità, sono volati gli stracci. Ma protagonisti non sono stati tanto i consiglieri, più che altro stupiti dalla piega che ha preso la commissione, quanto la presidente della stessa Agenzia Mobilità, Monica Zanzani, e l’assessore alle partecipate del Comune di Rimini Gianluca Brasini. Al centro del contendere in particolare l’ammontare del debito di AM nei confronti di Start Romagna, per il quale si parla di 13 milioni secondo Start Romagna ma molto meno per AM, 8,6 milioni. AM nel suo bilancio le ha inserite come “fondo rischi” mentre Start Romagna ha messo la cifra a bilancio come un vero e proprio debito di AM nei suoi confronti. Due differenti visioni che al momento sono oggetto di un contenzioso di difficile soluzione. Anche perché i soci pubblici di entrambe sono sostanzialmente identici.

Pesanti sono state le parole della Zanzani che ha detto di essere oggetto di pressioni per pagare somme che non ritiene di dover pagare. “Non costringetemi con pressioni a pagare cose che non ritengo dovute”, ha detto sfidando i soci pubblici a sfiduciarla. “Parole gravissime”, ha detto l’assessore Brasini chiedendo rispetto per atti e istituzioni. Brasini ha inoltre rinfacciato alla Zanzani l’assenza in un caso, e la presenza per pochi minuti in un altro, ai due tavoli convocati in prefettura.

Resta aperta la questione di chi debba dirimere il contenzioso, che é tra l’altro anche una ragione di stallo per la fusione delle agenzie di trasporti romagnole: l’azienda ravennate infatti non vorrebbemuoversi prima della soluzione del contenzioso riminese.

La Zanzani ha proposto un arbitrato. Brasini ha risposto che 60mila euro per un arbitrato (che coinvolgerebbe appunto due società pubbliche simili) non possono essere spesi. Carla Franchini del 5 Stelle, presidente della commissione, chiede che invece sia la Regione ad esprimersi, visto che le agenzie ci sono grazie alla Legge Burlando che è stata la stessa Regione a recepire. E forse sarebbe il caso, sempre per la Franchini, di rimettere in discussione il concetto di agenzie se poi si creano situazioni come quella riminese.

In tutto questo, poi, continua a far discutere il costo a chilometro di 3,96 euro approvato nel contratto di servizio tra AM e Start Romagna, rispetto ai 3,6 proposti da Agenzia. Un costo troppo alto, contestano molti. Il bilancio di AM registra quest’anno un risparmio di un milione di euro, risponde Brasini.


 

La dichiarazione dell’assessore Brasini:

Ho ribadito ancora una volta quanto deciso pochi giorni fa in sede di approvazione del bilancio previsionale 2016 della stessa Agenzia. Innanzitutto quel bilancio è il risultato di un lavoro collettivo protrattosi per mesi, che ha visto coinvolti oltre ai Comuni, la Regione Emilia Romagna e della Prefettura di Rimini, del tutto coerente e rispettoso con le norme che disciplinano il trasporto pubblico locale.

Nella seduta odierna di commissione consiliare, ho ricordato come la novità principale del bilancio 2016 di AM sia sicuramente il risparmio rispetto al 2015 di oltre un milione di euro per tutti gli Enti soci (i 26 Comuni della provincia di Rimini) in relazione ai contributi consortili da questi versati a copertura del servizio pubblico. Rispetto ai 4.425.0000 euro del 2015, il risparmio per gli enti soci è di oltre 1 milione di euro considerando anche gli accantonamenti ed il contributo regionale confermato anche per il 2016. Emerge così un bilancio previsionale equilibrato e rispettoso delle norme che si traduce per tutti i Comuni della provincia di Rimini in un corposo risparmio (nell’ordine del 20%) rispetto all’anno precedente e anche agli anni passati, mantenendo inalterato quantità e qualità del servizio di trasporto pubblico locale. Con la ridefinizione dell’entità del contributo, avvenuta attraverso la procedura del tavolo di mediazione aperto presso la Prefettura e che ha sancito il giusto costo del servizio per chilometro abbassandolo sensibilmente rispetto agli importi precedenti, si salvaguardano anche i livelli occupazionali dell’azienda pubblica di trasporto.

Sottolineo cento volte con la matita rossa, il fatto che il bilancio sia coerente con le norme vigenti in materia di trasporto pubblico locale, essendo ogni altra proposta priva di qualsiasi fondamento legislativo, economico, di merito, iscrivendosi semmai nel campo di una unilaterale opinione priva di addentellati con la concretezza quotidiana di un servizio da gestire. Per questo giudico incomprensibile il comportamento, prima in sede di tavolo in Prefettura poi reiterato nella commissione odierna e con i sindacati, tenuto dalla presidente di Agenzia Mobilità, in assoluta solitudine e in aperta frizione con tutti i soggetti coinvolti, rispetto le risultanze che il tavolo della Prefettura, ha stabilito anche con la sottoscrizione dell’accordo da parte dello stesso delegato di AM. Un atteggiamento appunto incomprensibile, tanto più alla luce dell’importante risultato raggiunto sia in termini di valori economici per gli enti, sia per quanto riguarda il mantenimento del servizio e dei livelli occupazionali, anch’essi ‘valori’ importanti e non negoziabili”.


 

Il commento di Carla Franchini (Movimento 5 Stelle)

Due società – Agenzia  Mobilità e Start,  i cui soci pubblici sostanzialmente  coincidono –  non convergono sull’importo di un credito importante (che AM deve a START Romagna) e neppure sul quantum del costo a chilometro del servizio di trasporto pubblico.
Circa il credito sarebbero 13 milioni di euro per Start, ma secondo Agenzia Mobilità sarebbero solo 8 milioni  e 600.000 euro, che scenderebbero addirittura  4 milioni  e 200.000 euro escludendo i contratti collettivi, come pare aver affermato la Regione).Circa il costo a chilometro l’accordo è arrivato: per il 2016 il costo a chilometro sarà di Euro 3,96 a km (contro i 4,20 pagati fino a ieri), ma  l’ accordo sul credito che AM deve dare a Start ancora non c’è. E sembra anche lontano all’orizzonte. E per dirimere la controversia AM propone un arbitrato (costo 60.000 euro), ma  Brasini dice di no.Una veloce considerazione: se per dirimere una controversia  tra 2 soggetti PUBBLICI (AM e Start) i cui soci sono all’incirca  è necessario ricorrere ad un arbitrato significa che in questa partita la Regione ER gioca il ruolo di semplice  spettatore!  La Regione non può  stare a guardare mentre a Rimini è  a rischio il trasporto  pubblico.
La gara per l’affidamento del TPL è  al palo (da anni)  perché  si attende l’unificazione  delle agenzie  della mobilità, ma Ambra Spa (AM di Ravenna) non ha alcuna intenzione  di procedere al processo di fusione con AM Rimini fino a quando  quest’ultima non chiuderà  il pesante contenzioso  con Start.
E’ un gatto che si morde la coda!

E dunque considerato che il recepimento fatto dalla Regione ER della Legge Burlando (con la quale sono state costituite le agenzie della mobilità introducendo un soggetto in più, le Agenzie della Mobilità, nel rapporto tra chi paga il servizio (Regione e Comuni) e chi lo effettua (Gestore, per Rimini Start Romagna)  ha prodotto questi effetti disastrosi (di sicuro nel bacino di Rimini) forse è il caso che la Regione Emilia Romagna valuti la costituzione di un’unica Authority (o addirittura nessuna) per tutta la Regione, al pari di come si è fatto per ATERSIR (Authority per servizi idrici e rifiuti) che ha unificato  gli ex ATO locali. Di certo andrebbe incontro anche agli obiettivi di riduzione dei Decreti Madia oggi in corso di approvazione.

Inoltre invito il Presidente della Giunta Regionale a scendere dalle tribune e venire a Rimini a “sedare la rissa”  tra i due contendenti particolarmente rissosi , forse proprio in virtù della stretta parentela, perché saremmo un po’ stanchini di avere le tariffe più care con gli autobus peggiori. 

Va tirata al più presto una riga e avviata una nuova gara per avere nell’ interesse dei cittadini migliori servizi, migliori tariffe e migliori mezzi.

Maurizio Ceccarini

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