sabato 19 gennaio 2019
In foto: I soccorritori insieme al sacrestano e al parroco Don Tarcisio (Adriapress)
di Andrea Polazzi   
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ven 13 nov 2015 10:20 ~ ultimo agg. 14 nov 13:06
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Un altro episodio inquietante di microcriminalità giovedì alle 18. Questa volta un paio di malviventi, coi volti coperti dal cappuccio, sono entrati nella parrocchia di San Martino Monte L’Abate (nel vicariato di Coriano) e hanno legato e malmenato il sacrestano 74enne per farsi consegnare oggetti di valore. Per lui lividi e due costole rotte.

Mentre un uomo faceva da palo all’esterno della chiesa, un altro si è introdotto all’interno della Chiesa totalmente vuota, con il presumibile intento di sottrarre la cassettina delle offerte, approfittando della momentanea assenza del sacrestano, impegnato a suonare la campane.

L’ingresso in Chiesa di un fedele ha fatto desistere i due malviventi dal loro intento: il palo infatti, visto l’uomo entrare in Chiesa, ha subito avvisato il suo complice e insieme sono fuggiti riuscendo a far perdere, per il momento, le loro tracce grazie anche alla nebbia di questi giorni.

L’uomo all’interno, prima di fuggire, ha cercato di immobilizzare il sacrestano con un laccio improvvisato e gli ha sottratto il cellulare per impedire che chiamasse i soccorsi o le forze dell’ordine. Gli hanno portato via anche il portamonete con una decina di euro.

Sul posto è intervenuto il 118, allertato dallo stesso testimone, che ha chiamato la Questura. Il sacrestano, oltre al grande spavento, ha riportato anche un’escoriazione che si è procurato cadendo a terra mentre cercava di non farsi immobilizzare.

Sulla vicenda indagano gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Rimini, che stanno visionando le immagini di alcune telecamere nelle vicinanze e acquisendo gli esiti del sopralluogo tecnico effettuato dal personale della Polizia Scientifica. Il sacrestano è stato accompagnato in ospedale per accertamenti.

In giornata il vicesindaco di Rimini, Gloria Lisi, che ha contattato parroco e sacrestano, ha pubblicamente espresso solidarietà alla vittima: “Un episodio vile e preoccupante, su cui gli organi competenti stanno indagando, sia per le modalità sia per le circostanze e il luogo in cui si è verificato. Auspichiamo che grazie al sempre prezioso lavoro della Questura e delle forze dell’ordine riminesi, anche in questo caso si possa risalire in tempi rapidi agli autori di questa aggressione e che si possa far luce su episodio che comunque dalle prime notizie ferisce la sensibilità perché coinvolge una persona al servizio della vita della parrocchia e quindi della comunità provinciale. Auguriamo una pronta guarigione alla vittima di questo episodio, mettendoci a disposizione per qualsiasi evenienza”.

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