21 June 2018

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Aeroporto. UIL: pronti ad azioni legali

Già in una nota stampa sabato aveva fatto sapere la sua posizione profondamente critica sulle gestione politica dell’aeroporto. E oggi la UIL rincara: pronti ad azioni legali.

“Quello che sta succedendo adesso non è avvenuto per caso. Questo è un disastro annunciato”, esordisce nel suo intervento alla trasmissione Tempo Reale (Radio Icaro – Icaro Tv) Lorenzo  Toni, della UILTrasporti, lavoratore dell’aeroporto, ricordando come da tre anni il sindacato stesse denunciando come nella società succedevano cose che non andavano bene. “Nessuno ci ha mai dato retta, anzi abbiamo avuto sempre tutti contro a livello politico. Eravamo tutti consapevoli di quello che stava succedendo, ma tutti mettevano la testa sotto la sabbia. Siamo delusissimi da quello che è successo”.

E a chi dice che la politica non ha colpe, Toni ricorda anche la vicenda della società degli aeroporti di Romagna nata e subito affondata, per non parlare delle strategie regionali che hanno sacrificato gli altri scali all’egemonia di Bologna.   Poi Toni ricorda un fatto preciso: “Qualche anno fa sono stati mandati via gli americani che portavano due milioni di euro l’anno solo per un fatto politico e hanno rescisso il contratto”. Per ribadire: “Qui ci sono delle colpe politiche ben precise che nessuno ha mai pagato. Hanno pagato la cittadinanza e i lavoratori in primis”.

Mercoledì ci sarà un nuovo incontro con il curatore fallimentare. Ma ancora c’è incertezza su come si procederà per la chiusura dell’aeroporto: “Bisogna mantenere comunque operativa la struttura. Non è che si può chiudere un aeroporto come una pizzeria. Bisogna stabilire dei criteri che decideremo con Enac in questi giorni”.

“Noi come lavoratori stiamo valutando con i nostri legali di intraprendere azioni legali per appropriazione indebita e peculato. Valuteremo bene a tutti gli effetti quello che si possa fare. Il fondo trasporto aereo non ci è stato ancora pagato perché sono contributi che sono stati portati via, come il milione e 400mila euro di contributi non versati. Abbiamo anche anche delle tessere sindacali non versate”.

Dopo l’incontro di sabato con sindaco e prefetto, Toni esprime perplessità anche sulla corsa alla certificazione di Air Riminum, “società di cui ancora non si sa niente”, sull’atteggiamento di Enac nei confronti delle altre società che hanno chiesto gli atti e su possibili ricorsi. “Se non c’è limpidezza e chiarezza, le cose nascono male e finiscono male. Non vogliamo finire di nuovo in un inferno come quello che stiamo vivendo oggi”.

Redazione Newsrimini

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