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Mette incinta la figlia e poi la fa abortire. Arrestato in Svezia

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mer 20 ago 2014 12:10 ~ ultimo agg. 00:00
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Una vicenda terribile, un reato tra i peggiori di cui un uomo, un padre, si può macchiare: violenza sessuale sulla figlia 13enne.
Un fatto che colpisce anche perché avvenuto in una famiglia che non destava sospetti: colombiani residenti da tempo nel riminese e ben integrati sul territorio.

I fatti risalgono all’estate 2012 quando il padre, un operaio del ’75, si reca con la figlia non ancora 14enne in un consultorio del distretto di Riccione. Spiega all’assistente sociale che la ragazzina, sottoposta ad ecografia, è incinta e che vuole interrompere la gravidanza.
A sorprendere l’operatrice il fatto che non sia presente la madre (l’uomo fornisce futili giustificazioni) e che al padre non interessi sapere chi sia il compagno della figlia.
Anche negli appuntamenti successivi al consultorio si presenta solo l’uomo. Per l’interruzione di gravidanza serve però anche il consenso della madre.
L’operaio si reca anche al consultorio di Rimini Celle per cercare un iter più rapido ma senza fortuna. Scattano però le segnalazioni delle assistenti sociali, insospettite dal comportamento dell’uomo che il 3 luglio in un nuovo appuntamento a Riccione spiega di aver preso contatto con una clinica di Cesena per sospendere la gravidanza.
Parte anche l’indagine della Questura di Rimini.
Dopo qualche giorno si ripresenta al consultorio con il referto del raschiamento uterino ma una nuova ecografia evidenzia che la giovane è ancora incinta di 8 settimane.
Gli inquirenti dovranno capire bene quindi anche cosa è accaduto nella clinica privata.

Al 39enne non resta altro che comunicare alla moglie (fino ad allora all’oscuro di tutto) che la figlia è incinta. La donna però non sa quello che ha fatto il marito anche perché la ragazzina non fa il nome del padre ma accenna ad un compagno di scuola.
Il 31 luglio del 2012 viene preso l’appuntamento per l’interruzione della gravidanza e il PM dispone che il personale medico conservi campioni del Dna del feto per la comparazione.
Le analisi evidenziano che a mettere incinta la giovane è stato un consanguineo e gli unici due sono il padre ed il fratello maggiore che il 3 agosto vengono convocati in Questura per il prelievo del DNA. Il figlio si presenta e viene scagionato mentre il padre ripulisce il conto corrente alle poste e fa perdere le sue tracce.

Dopo mesi di indagini viene individuato dalla squadra mobile: è da alcuni amici in Svezia e, grazie ad un mandato di cattura europeo, viene arrestato dalla locale polizia ed estradato.

L’11 agosto all’aeroporto di Fiumicino gli viene consegnato il provvedimento di custodia cautelare nel carcere di Rebibbia.

Il 15 settembre sarà a Rimini per essere sottoposto al prelievo di Dna.
Ma dubbi da parte delle forze dell’ordine non ce ne sono.
Dalle indagini sembra che gli abusi sulla figlia minore fossero iniziati da pochissimo e nessuno in famiglia aveva sospetti.
A carico del 39enne c’è anche l’accusa di aver cagionato l’interruzione di gravidanza senza l’osservanza delle modalità previste dalla legge. Un’accusa legata al primo tentativo di aborto, quello non andato a buon fine nella clinica privata.

Newsrimini.it