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mar 17 giu 2014 17:02 ~ ultimo agg. 00:00
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La vicenda del delfinario di Rimini si arricchisce di particolari degni di un film di spionaggio. Notizia di oggi, la cui diffusione è stata affidata dalla stessa proprietà alla stampa locale, è la presenza di una microspia trovata il 6 giugno scorso, all’interno di un ufficio del delfinario, dove si svolge la vita ‘burocratica’ della struttura. Il dispositivo, scovato da un esperto di intercettazioni, Ercole Renzi, si trovava in una presa della corrente, sotto il televisore. La disinstallazione venne rimandata al giorno successivo, visto che per asportarla si sarebbe dovuti intervenire sul quadro elettrico, ma la mattina dopo, la microspia era sparita.

Monica Fornari, proprietaria socia della storica struttura aperta nel 68 ed ereditata dai genitori, parla con dietro il quadro di un delfino che nuota nell’acqua blu (vedi foto). Ha il viso tirato di chi ha paura ma anche di chi non vede l’ora di raccontare cosa hanno passato lei, sua sorella ed i suoi collaboratori, nell’ultimo anno, da quando cioè, nel luglio scorso, i delfini sono stati sequestrati su disposizione della procura della repubblica di Rimini e trasferiti a Genova.
Da quel momento, raccontano le sorelle Fornari, la nostra vita è diventata un incubo. E snocciola una serie di date:
ad inizio marzo di quest’anno all’interno degli uffici del delfinario sono stati trovati 2 computers con le schede madri bruciate e i dati cancellati, il 15 maggio, un intruso è stato sorpreso a svolgere riprese filmate. L’uomo si è poi dato alla fuga. Il 18 maggio sono stati trovati i computer accesi, la porta d’ingresso aperta e alcuni documenti messi alla rinfusa.
Poi ancora: la sottrazione di un hard disk, le minacce di morte, e infine, il 6 giugno, la scoperta eclatante di una microspia.
I carabinieri stanno conducendo le indagini.
Intanto, la società Delfinario srl ha annunciato che l’attività riprenderà con le otarie. Quattro esemplari che arrivano da una società circense che in questo periodo di dolore è stata molto vicina al delfinario, ha detto la Fornari che non riesce a togliersi dalla testa che tutto quello che sta succedendo è dovuto a ‘poteri forti’ economici e politici (lo ripete molte volte durante la conferenza stampa) che non vogliono che la loro attività vada avanti.
‘Noi siamo in regola – dice Monica Fornari – ho la licenza per poter esercitare su tutto il territorio nazionale, compresa quella rilasciata dal comune di Rimini (ing. Valdisserri, sportello unico attività produttive)’ secondo la quale avrebbero potuto iniziare la stagione il 21 maggio. Oggi, ha detto il legale della signora Fornari, partirà una richiesta ufficiale al comune ed altri soggetti, per sollecitare l’inizio dell’attività stagionale.

‘Provvederemo (avvocato Moreno Maresi ndr) a denunciare – continua Monica – tutti coloro che attraverso la carta stampata, il web e qualsiasi mezzo di comunicazione, calunnieranno i sottoscritti e rovineranno la reputazione della società delfinario srl’.

Ancora top secret la data di riapertura, per paura delle azioni degli animalisti.

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