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Steelmec Scm. Provincia preoccupata si propone come mediatore. Parla Gabrielli

LavoroProvincia

12 marzo 2013, 11:30

Steelmec Scm. Provincia preoccupata si propone come mediatore. Parla Gabrielli

In una nota il presidente Vitali spiega come la vertenza “rappresenta l’ennesima spia di un quadro provinciale messo progressivamente a rischio dall’incedere della crisi economica”. Una crisi che nei primi due mesi e mezzo dell’anno ha coinvolto in procedure di Cassa integrazione straordinaria ben 524 lavoratori rispetto ai 487 del 2012. 35 le crisi aziendali monitorate al momento dalla provincia che, per voce dello stesso Vitali, si propone nella vertenza Steelmec come mediatore di un confronto per evitare gli esuberi. Intanto ieri i dipendenti dell’azienda di Villa Verucchio hanno protestato fuori dai cancelli dello stabilimento.
Nella trasmissione TEMPO REALE (Radio Icaro – Icaro Tv) abbiamo ripercorso la vicenda con Europeo Gabrielli della Fiom Cgil.
“Lo scorso venerdì ci siamo incontrati con l’azienda per chiedere delucidazioni sullo stabilimento Steelmec visto che avevamo notato che alcune cose non andavano. L’azienda in quella situazione ci ha spiegato che lo stabilimento (che doveva essere secondo il piano industriale del 2009 la base del rilancio) nel 2011 aveva chiuso con 2 milioni di euro di perdite e nel 2012 con 3 milioni. A quel punto ci è parso che non fosse quello il tavolo adatto per discutere e abbiamo coinvolto ieri i nostri rappresentanti sindacali nazionali ed è partita una richiesta urgente per approfondire cosa sta succedendo a livello di gruppo.”
“Vorrei ricordare che il gruppo Scm dal 2000 al 2007 ha guadagnato oltre 220 milioni di euro e i lavoratori si sentivano una componente forte. Dal 2009 invece ci viene continuamente detto che siamo un costo. Sono stati fatti quattro anni di cassa integrazione e solidarietà dando fiducia all’azienda nei suoi propositi di poter ripartire e invece improvvisamente ci viene detto che ci sono problemi di costi e che vanno esternalizzate lavorazioni non più competitive quindi 100 lavoratori sono in esubero.”
“Il rischio della perdita dei posti non è però immediato. Noi abbiamo in piedi fino al sei settembre il contratto di solidarietà e quindi, salvo scelte unilaterali, fino a quella data la situazione dovrebbe restare come ora. Il problema si porrà dal sette settembre se l’azienda, sempre in maniera unilaterale, deciderà di portare avanti il discorso degli esuberi e quindi della messa in mobilità.”

La nota di Stefano Vitali

“L’Amministrazione provinciale di Rimini esprime la sua fortissima preoccupazione per i fatti inerenti lo stabilimento Steelmec di Villa Verucchio.
Al di là del merito, la vertenza rappresenta l’ennesima spia di un quadro provinciale messo progressivamente a rischio dall’incedere con passo pesante della crisi economica. Che rappresenta, prima di tutto, un colpo letale alla vita dei lavoratori, delle loro famiglie, del tessuto sociale di intere comunità. Come Istituzione del territorio seguiamo con grande attenzione questa vicenda che si inserisce in un contesto già molto complesso: i dati statistici relativi ai primi due mesi e mezzo del 2013 mostrano come, rispetto a un 2012 amarissimo sul fronte delle difficoltà occupazionali e delle imprese, siano aumentati da 487 a 524 i lavoratori coinvolti in crisi aziendali sulle quali si sono aperti tavoli provinciali per Cassa integrazione straordinaria. Numeri che peraltro non esauriscono uno scenario molto più vasto e allarmante.
La vertenza Steelmec, con tutte le sue implicazioni (decine e decine di lavoratori coinvolti, programmi di rilancio aziendale condivisi appena due anni fa e già messi in discussione, centralità su scala provinciale di un’azienda come la SCM), è delicatissima, come lo sono le crisi aziendali (oltre 35) che come Provincia di Rimini monitoriamo attraverso gli strumenti che consente la legge. Quello che ci preme ancora una volta sottolineare è l’irrinunciabile strategicità del lavoro e delle imprese nelle dinamiche territoriali. Senza garanzie su tale aspetto, ogni programma, ogni progetto, ogni iniziativa di sviluppo non sta in piedi. Per questo la nostra priorità, in questa e ogni altra vicenda critica, è quella di salvaguardare l’occupazione, pur avendo ben presente le enormi difficoltà del Paese sul fronte della ripresa imprenditoriale.
Sulla vicenda Steelmec, offro la mia personale disponibilità- nel caso le parti lo richiedano- a un confronto aperto al fine di individuare ogni possibile soluzione o mediazione utile a evitare il dramma dei cosiddetti ‘esuberi’.”

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