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Consiglio su lavoro sfruttato. Approvato OdG che chiede controlli e azioni

LavoroRimini

15 marzo 2013, 18:05

Consiglio su lavoro sfruttato. Approvato OdG che chiede controlli e azioni

L’OdG é stato approvato col voto favorevole della maggioranza, Sel FC, M5S; contrario il Pdl, astenuta la Lega nord.
Tra le azioni previste dall’ordine del giorno, la richiesta di certificazioni più rigorose sul rispetto delle norme lavorative da parte delle imprese che chiedono autorizzazioni e l’istituzione di un elenco di imprese virtuose.
Tra i rappresentanti delle istituzioni locali, del mondo del lavoro e delle associazioni sono intervenuti anche il Prefetto Claudio Palomba, l’assessore provinciale Juri Magrini, Pia D’Aloja della Direzione territoriale del lavoro, Pierpaolo Neri responsabile sicurezza sul lavoro dell’Ausl, Alessandro Romano della Direzione provinciale Inps, Silvia Zoli della Cgil, Luca Rossi della Cisl, Giuseppina Morolli della Uil, Sandra Polini dell’associazione Rumori sinistri.
Interventi che hanno sottolineato situazioni allarmanti e che necessitano di rigide misure di prevenzione e controllo. L’IDV ha ritirato un proprio OdG trasformandolo in emendamento all’ordine del giorno della maggioranza.
Il Consiglio ha invece respinto invece l’Odg presentato dal Partito della libertà. Favorevoli Pdl e Lega Nord, contrari Pd e Sel – FC, astenuto il M5S.
In apertura di seduta il Consiglio comunale ha convalidato l’attribuzione del seggio rimasto vacante a seguito delle dimissioni del consigliere Emma Petitti al primo dei non eletti della lista n. 9 “Partito democratico” Roberto Mancini.
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Il testo dell’Odg:

“Il fenomeno del lavoro gravemente sfruttato purtroppo presente da tempo anche nel nostro territorio – si legge nel testo – sta assumendo sempre di più caratteristiche preoccupanti, sia in termini di quantità sia in termini qualitativi (le testimonianze dei lavoratori – soprattutto immigrati – indicano l’affermarsi di nuove forme di “caporalato” e lavoro “neo-servile”); vi è il perdurare, negli anni, di fenomeni di lavoro cosiddetto “grigio” e di violazioni di legge e dei contratti collettivi in ordine all’ orario, alle qualifiche ed alle mansioni, confermando, così, il carattere “storico” degli inadempimenti contrattuali rispetto alla retribuzione oraria, al monte ore settimanale ed al giorno di riposo; nel mercato del lavoro, nel corso del tempo, si evidenzia una progressiva riduzione della sfera dei diritti del lavoro anche a causa di un utilizzo improprio di contratti differenti dalla tipologia del lavoro subordinato; il dato drammatico degli infortuni sul lavoro si mantiene, pressoché, costante – inoltre, il lavoro irregolare porta, naturalmente, ad una sottostima dei dati dell’ incidentalità; i dati Inps confermano il grave inadempimento degli obblighi contributivi; il fenomeno della capacità di infiltrazione delle organizzazioni malavitose, all’ interno delle procedure di gara di appalti pubblici è, ormai, accertato;
CONSIDERATO CHE
l’Amministrazione Comunale di Rimini è firmataria dei seguenti protocolli d’intesa:
a. Protocollo provinciale dell’ anno 2003 per la sicurezza e la regolarità del lavoro all’interno dei contratti di appalto pubblici – d’ opera, di servizi, forniture;
b. Il suddetto Protocollo, aggiornato, è prossimo alla firma in sede di Conferenza dei Sindaci – saranno firmatari la Provincia di Rimini, tutti i Comuni del territorio, le associazioni datoriali e le OO.SS.;
c. Protocollo di legalità 2011, firmato dal Sindaco in data 07.02.12, con la Prefettura di Rimini e la Provincia di Rimini, per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti d’ opera;
d. Presso la Prefettura, su impulso del Prefetto, in sede di Conferenza Permanente, è stato istituito un Tavolo Tecnico con gli enti preposti in materia di lavoro e sicurezza e la Provincia per una maggior efficacia dell’ azione congiunta nella attività di vigilanza, la creazione di banche dati comuni e di un osservatorio.
VALUTATO CHE
l’utilizzo del lavoro gravemente sfruttato rappresenta, oltreché una violazione dei diritti delle persone e delle norme che regolano i rapporti di lavoro, un pesante elemento di inquinamento della leale concorrenza e delle dinamiche di mercato;
i dati degli organi ispettivi del Ministero del lavoro che riguardano il nostro territorio provinciale parlano di 725 illeciti contestati – su 1.298 ispezioni – nel corso del 2012;
il fenomeno, che peraltro presenta tratti antichi, debba essere affrontato con efficacia e rapidità, principalmente in ambito turistico e nel settore edile, nei contesti, cioè, che hanno sempre evidenziato fenomeni di irregolarità e che presentano, ora, anche elementi nuovi di carattere negativo;
con particolare riferimento all’economia turistica, l’utilizzo del lavoro irregolare, oltre ad essere elemento di turbativa della leale concorrenza, comporta una progressiva degradazione dell’offerta turistica complessiva della nostra città che ha, nella messa sul mercato di pacchetti turistici a prezzi incomprensibili, la sua più evidente e preoccupante manifestazione;
in una contingenza economica di crisi nazionale ed europea, il “marchio Rimini”debba essere rilanciato come garanzia di qualità, di economia sostenibile, di tutela dell’ impresa di qualità e di rispetto dei diritti;
VALUTATA
la necessità di porre in essere accordi finalizzati alla massima collaborazione tra istituzioni, enti preposti, associazioni di categoria e datoriali, OO.SS., per un’ azione congiunta contro le violazioni in materia di lavoro, sicurezza e previdenza e per la tutela delle imprese e della libera concorrenza;
RITENUTO
che la potestà legislativa in materia di lavoro è di natura concorrente e che quindi sussistono competenze statali e regionali;
che le funzioni amministrative in materia di lavoro sono in capo alle Province;
che, pur essendo l’attività di controllo e di contrasto al lavoro nero e irregolare di competenza degli enti statali preposti e dell’ Asl, anche il Comune debba avere, nei limiti della legge e delle funzioni amministrative in capo all’ ente, un ruolo nell’attività di prevenzione e contenimento di tale fenomeno;
opportuno, quindi, porre in essere tutti gli strumenti di competenza per il conseguimento delle finalità indicate;
PRESO ATTO CHE
l’attività di controllo e di contrasto al lavoro nero e irregolare è di competenza di Enti statali ed ASL e che l’Amministrazione Comunale interagisce ora con questi Enti nell’ambito della Conferenza Permanente della Prefettura ex art 11, D.Lgs 300/99;
nell’ ambito del suddetto Tavolo tecnico sono definiti i compiti delle parti partecipanti (e successivamente firmatarie del Protocollo) allo stesso e quindi previsti anche quelli per il Comune di Rimini;
sarà prossima la firma dei suddetti Protocollo Provinciale e Protocollo con la Prefettura – rispettivamente per la regolarità del lavoro negli appalti pubblici e nel settore edile;
nelle gare per gli appalti d’ opera e di servizi comunali, privilegiando l’aspetto qualitativo delle offerte, il criterio dell’ offerta “economicamente più vantaggiosa” viene già adottato;
è confermato l’ utilizzo di personale della P.M. nello svolgimento di attività di controllo in ausilio a quelle degli enti preposti in materia di lavoro e sicurezza;
in particolare, per quanto riguarda il contrasto al fenomeno dello sfruttamento – anche lavorativo, il Comune di Rimini, tramite l’ASL, all’ interno dei Piani di Zona, partecipa al progetto HELP che fa parte della rete regionale “Oltre la Strada” – progetto destinato alle persone vittime di grave sfruttamento;
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA:
· a sollecitare il Ministero del Lavoro ad incrementare il numero di ispettori destinati alla Direzione Territoriale del Lavoro;
· a proseguire l’ azione nell’ambito della citata Conferenza Permanente della Prefettura – Tavolo tecnico, per addivenire alla firma del Protocollo sul lavoro irregolare in edilizia e dare, poi, seguito al contenuto dello stesso;
· a sollecitare la stessa Prefettura di Rimini affinchè sia attivato al più presto, in sede di Conferenza permanente, anche il Tavolo tecnico riguardante il turismo ed i servizi;
· a delineare modalità di esclusione, per le aziende sanzionate per irregolarità in materia di lavoro, sicurezza e previdenza, da progetti di marketing comunali;
· a dare mandato agli uffici affinchè in sede di SCIA o di richiesta di rilascio di nuove autorizzazioni, venga prevista una nuova dichiarazione, a carico del richiedente, circa il rispetto della normativa vigente in tema di: tutela del lavoratore, salute, ambiente, condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza nei luoghi di lavoro;
· a sollecitare le associazioni datoriali a promuovere, con strumenti efficaci verso i loro associati, il rispetto della normativa e dei CCNL e a definire strumenti di controllo verso gli stessi associati anche al fine della eventuale creazione di un “marchio di qualità”;
· a valutare la possibilità di elaborare di un indicatore di congruità tra: le caratteristiche della struttura, il volume di lavoro, la forza lavoro regolare impiegata – in base a tale indicatore potrebbero essere valutate le situazioni di incongruità orientando l’attività di controllo degli enti preposti;
· a considerare la possibilità di istituire un “Registro delle imprese virtuose” – “White lists/Imprese etiche” – il cui accesso sia legato al rispetto di tutti gli adempimenti in materia di lavoro, sicurezza e previdenza previsti dalla legge e dai CCNL, verso i dipendenti, soci e prestatori d’ opera/collaboratori;
· ad avviare un percorso di campagne di informazione/sensibilizzazione diretto ad informare la cittadinanza e le imprese sui diritti e sugli obblighi in materia di lavoro, previdenza e sicurezza ed una pubblicizzazione periodica di dati statistici sui fenomeni di irregolarità di concerto con gli enti preposti;
· ad effettuare campagne informative dello stesso tenore rivolte ai/alle giovani del territorio;
· a promuovere, di concerto con le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali, azioni tese alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro con particolare attenzione ai diritti delle donne ed alle pari opportunità – anche incentivando l’ utilizzo dei progetti previsti dalla legge n. 53/2000;
Appalti / convenzioni / accordi stipulati dal comune di Rimini per servizi vari (quali scuola- appalti pubblici) devono essere improntati al rispetto delle norme della contrattazione collettiva del settore; dovranno tendere alla “stabilità” e alla “salvaguardia” dei rapporti di lavoro disincentivando in tal senso gli appalti e subappalti che utilizzino la “precarietà quale strumento stabile di svolgimento dei rapporti con le maestranze in servizio.

2) di trasmettere l’ordine del giorno tramite la Presidenza del Consiglio che provvede all’esecuzione del presente atto secondo le modalità indicate dal comma 10 dell’art. 25/bis del Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale

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