lunedì 18 febbraio 2019
di    
lettura: 1 minuto
mer 5 set 2012 19:07 ~ ultimo agg. 00:00
Print Friendly, PDF & Email
1 minuto
Print Friendly, PDF & Email

La sorella era già stata sentita dalla Polizia di Rimini insieme al padre, al quale il giovane ha telefonato subito dopo l’omicidio per farsi venire a prendere. Il ragazzo, da quel momento, non sarebbe più ritornato a casa.

Ieri in questura sono stati sentiti i familiari: il padre, al quale ha telefonato subito dopo l’omicidio per farsi venire a prendere, e la sorella. Gli inquirenti sanno già il nome del ragazzo di poco più di 20 anni, che avrebbe sparato al 55 enne Leonardo Bernabini domenica mattina a Covignano. È riminese. Non è un delinquente di professione, le sue mosse dopo il delitto lo confermano: abbandonare l’arma tra i cespugli, fermarsi a parlare con altre persone per chiedere informazioni su dove si trovasse, usare il cellulare. Errori da principianti. E da persone molto spaventate.
Ieri pomeriggio è stato diffuso l’identikit: ha i capelli corti, biondi, è magro e ha gli occhi chiari, alto circa un metro e 70. Gli inquirenti hanno ricostruito anche i suoi movimenti. Aveva passato la notte al Classic, e di lì aveva chiamato il tassista.
Pare abbia avuto qualche diverbio all’esterno del locale, frequentato principalmente da omosessuali.
Da lì sarebbe partito a bordo del taxi con Bernabini verso le nove per farsi accompagnare a Covignano. L’autopsia ha confermato che la morte è avvenuta intorno alle 10.
Gli inquirenti hanno appurato che il ragazzo parlava al cellulare col padre quando è stato visto dai testimoni, mentre fuggiva verso il cimitero di Santa Cristina. Il Padre ha detto di non sapere dove si trovi il ragazzo, che viveva sotto lo stesso tetto dei genitori. Se lui non è andato a prenderlo, chi ci è andato? Qualcuno lo sta nascondendo. E dove? La caccia all’uomo prosegue, ormai manca solo l’ultimo passo.

Altre notizie
di Redazione
Meteo Rimini
Previsioni Emilia Romagna