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Problemi seri per acque Marano. La risposta della Regione al 5 Stelle conferma

AmbienteValconca

6 agosto 2012, 12:55

Problemi seri per acque Marano. La risposta della Regione al 5 Stelle conferma

a seguito di un’interrogazione del Consigliere regionale Andrea Defranceschi, sulla base anche della segnalazione di alcuni cittadini, è arrivata la risposta dell’assessore regionale all’ambiente Sabrina Freda che definisce come “scarso” a monte, e “cattivo” alla foce lo stato di qualità delle acque del Marano. La causa sarebbero degli scarichi che avvengono nel territorio di Coriano.

L’intervento del Movimento 5 Stelle:

Nel maggio scorso alcuni cittadini avevano segnalato al Movimento 5 Stelle di Rimini, di avere assistito, a “un ingente sversamento di
liquami fognari nella zona di Ospedaletto di Coriano nel torrente Marano”. Era successo il 13 maggio, quando per le date del 14-15 maggio erano previste abbondanti piogge.
Gli stessi cittadini segnalavano di avere assistito allo stesso fenomeno almeno altre due volte nei mesi precedenti, in entrambi i casi sempre in previsione di piogge; precipitazioni che però poi in questi casi non si erano invece verificate, e dunque gli scarichi erano avvenuti in un momento di scarsa ricettività del fiume, che
quindi non poteva diluire a sufficienza quello che le fogne scaricavano In queste due occasioni i cittadini hanno anche ritenuto di informare i tecnici dell’ARPA, nel primo caso, poi recatisi
effettivamente sul luogo; e i Carabinieri di Coriano, nel secondo, senza però avere notizie in merito a quanto fosse stato eventualmente rilevato.

Purtroppo il fiume Marano, al suo sbocco nel mare Adriatico, presenta spesso, come da dati pubblicati da ARPA, valori batterici
(Enterococchi e di Escherichia coli) molto elevati, in qualche caso anche superiori ai limiti consentiti. Addirittura nel 2011 le analisi di Goletta Verde – Legambiente, mostrano un quadro davvero preoccupante per il fiume Marano, così
riportato: “allarme rosso: la Foce del Marano, che insiste nel comune di Riccione, oltre al deprecabile odore di urina sul luogo, i risultati degli esami dei biologi di Goletta Verde hanno riportato livelli batteriologici così alti da essere difficilmente quantificabili, ma che superano sicuramente il milione di unità
formanti colonie”

Il Movimento 5 Stelle, tramite il consigliere regionale Andrea Defranceschi, ha dunque interrogato la Regione Emilia-Romagna per
conoscere la situazione del fiume Marano. E la risposta dell’Assessore Sabrina Freda, arrivata pochi giorni fa, non lascia spazio a dubbi e
purtroppo conferma la pessima situazione del fiume romagnolo. Da notare, per chi frequenta il fiume, che lo Stato Ecologico delle sue acque, definito sulla base di cinque categorie (cattivo, scarso,
sufficiente, buono, elevato) è classificato come “scarso” a monte, e “cattivo” alla foce.

Il problema dunque esiste, e le prescrizioni tecniche messe in atto (ma sarà davvero così?) di cui parla l’Assessore nella risposta che
alleghiamo, non sembrano avere molto effetto.
Ricordiamo che dal 2015, con l’entrata in vigore della nuova legge sulla tutela delle qualità delle acque, gli sfiori a mare definiti di qualità SCARSA, all’atto della chiusura, non potranno più essere riaperti alla balneazione, se non dopo aver approntato le misure necessarie per eliminare le cause definitivamente.
Dunque, dal 2015, le ordinanze sindacali di chiusura temporanea (almeno per il Marano ma temiamo purtroppo per gran parte degli sfiori
a mare, Ausa compreso) non avranno più efficacia ed il rischio sarà quello di trovarci complessivamente almeno 3 km di spiaggia (solo nel
comune di Rimini) che verranno chiusi DEFINITIVAMENTE alla balneazione.

Tornando al Marano, i cittadini ci scrivono “Povero Marano, ospita picchi, aironi, caprioli, istrici… E’ un luogo magico per passeggiate ed escursioni, il parco di Vecciano è una delle mete
preferite per i cittadini e la fondovalle una delle strade preferite dai cicloturisti. Eppure fra scarichi fognari, sbancamenti e ripascimenti abusivi, trinciatura della vegetazione delle rive (in estate, quando ancora ospita nidi e cuccioli non autonomi) cercano di ammazzarlo in tutti i modi.”

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