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Il ‘bronx’ va chiuso e ricostruito. Il garante ai Casetti: ‘I soldi ci sono’

Rimini

1 agosto 2012, 17:52

Sono stati stanziati due milioni per il rifacimento della prima e della seconda sezione del carcere di Rimini, il cosìddetto ‘bronx’. Dove i detenuti stanno in 10 in una cella di 20 metriquadri, dove si fanno anche i bisogni. Lì, ci sono 64 persone. Ma ancora non è partita la gara d’appalto per iniziare i lavori:

‘Dopo questa visita solleciterò gli organi competenti affinché i lavori inizino almeno a Settembre – ha detto Desi Bruno il garante detenuti Emilia Romagna – ci sono persone che vivono in condizioni inaccettabili. I tempi sono di competenza dell’amministrazione penitenziaria ma farò il possibile per accelerare questo intervento urgente’.

Se la gara d’appalto partirà a Settembre, i lavori cominceranno a dicembre e andranno avanti per un anno. Altri aspetti su cui lavorare sono la carenza di progetti di lavoro e percorsi alternativi e il difficile rapporto con la magistratura di sorveglianza che non concede permessi. Secondo l’associazione ‘papillon’, a Rimini sono stati 20 i detenuti delle varie sezioni, che hanno aderito allo sciopero della fame di tre giorni, dal 18 al 20 luglio, per la riforma della giustizia. Insieme a loro l’avvocato Lotti del foro di Rimini, Il presidente dell’associazione Papillon Claudio Marcantoni. La neonata associazione di ex detenuti, ha reclutato la giornalista riminese, collaboratrice di Michele Santoro, Giulia Innocenzi che, da circa un mese è nel direttivo come promotrice di un progetto di dialogo tra detenuti e cittadini:

‘Lo faremo attraverso un quotidiano (probabilmente ‘il Fatto quotidiano’ ma ancora non c’è l’ufficialità ndr) ha detto Giulia Innocenzi. Vogliamo dare la possibilità a chi è privato della libertà, di parlare di sé, dei problemi all’interno del carcere, delle difficoltà, perché anche i carcerati sono cittadini’.
Il garante ha trovato positivi il progetto ‘celle aperte’ per i detenuti non pericolosi, le sezioni nuove, la cucina pulita, lo sportello detenuti gestito dalla cooperativa Eucrante, la presenza dei mediatori culturali due volte a settimana e di cinque educatori. Nel pomeriggio, il garante ha visitato anche la camera di sicurezza della questura di Rimini, dove sono trattenuti gli arrestati in attesa del rito direttissimo.

I garanti ricevono segnalazioni sul mancato rispetto della normativa penitenziaria, sui diritti dei detenuti eventualmente violati o parzialmente attuati e si rivolgono all’autorità competente per chiedere chiarimenti o spiegazioni, sollecitando gli adempimenti o le azioni necessarie.
Il loro operato si differenzia pertanto nettamente, per natura e funzione, da quello degli organi di ispezione amministrativa interna e della stessa magistratura di sorveglianza.I garanti possono effettuare colloqui con i detenuti e possono visitare gli istituti penitenziari senza autorizzazione.

Lucia Renati

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