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mer 22 ago 2012 19:22 ~ ultimo agg. 00:00
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Rinunciare a 50 miliardi di Iva per sbloccare 500 miliardi di investimenti. Non solo in alternativa al contributo pubblico a fondo perduto, ma anche come forma autonoma di incentivo.
E’ la proposta che il viceministro alle Infrastrutture Mario Ciaccia vuole condividere il Governo per garantire il futuro delle infrastrutture in Italia. Un settore dove il privato, con i project financing, è sempre più chiamato a venire incontro al pubblico.
E dove, con le risorse sempre più limitate, bisogna puntare all’ottimizzazione. Un’infrastruttura è utile solo quando c’è un documentabile vantaggio per la competitività e l’economia, imprese o turismo, spiega Giovanni Castellucci, Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia.
Il Presidente della Commissione Lavori Pubblici al Senato sottolinea come in Italia siano ancora praticamente ignorati i project bond, emissioni obbligazionarie finalizzate alla realizzazione di un progetto con le quali gli enti locali possono impegnare il patrimonio immobiliare, attraverso società intermediarie da loro controllate, bypassando il patto di stabilità.

Il problema della condivisione delle grandi opere non ce l’ha solo Rimini col TRC. La via indicata da Castellucci è il dibattito pubblico: a Genova ha portato a una revisione del passante e anche a un progetto più frugale.
Luigi Grillo avanza una riserva: bisogna che comunque il dibattito pubblico sia vincolato a quanto deciso prima. A Genova è cambiato il sindaco che aveva idee diverse, facendo perdere tempo e soldi.
Ben lontano, insomma, il modello della Svizzera, citato dall’imprenditore Michele Pezzarotti, la cui impresa ha lavorato al San Gottardo. Lassù hanno una capacità di coinvolgimento straordinaria, racconta, e per alcune opere impattanti sono stati fatti anche referendum.

(Newsrimini.it)

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