mercoledì 20 febbraio 2019
In foto: La tassa di soggiorno è ormai una scelta inevitabile anche per la Riviera: è questo il tema che si sta riproponendo in questi giorni nel riminese. Se le grandi città d'arte come Firenze e Roma applicano la tassa di soggiorno già da tempo, come stanno affrontando la questione gli altri centri balneari italiani?
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lun 11 lug 2011 19:31 ~ ultimo agg. 00:00
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Per molti resta una prospettiva più o meno inevitabile, per qualcuno è già realtà. Abbiamo indagato lungo lo stivale.

Chi può rimanda, ma qualcuno alla tassa ci è già dovuto arrivare. Come a Otranto, dove è scattata il primo luglio. Nella stazione balneare più frequentata della Puglia, ogni turista – bambini esclusi – paga da uno a due euro per i primi 5 giorni di soggiorno. Per rendere meno fastidioso il balzello, il comune s’è inventato una card che permette libero accesso a internet in alcune zone della città, bici gratis, sconti per mostre e parcheggi, visite gratuite della città. I turisti finora sono stati abbastanza collaborativi – ci spiegano dall’Apt – anche se c’è chi si è lamentato perché ha scoperto della tassa solo a prenotazione avvenuta. Gli operatori turistici hanno chiesto e ottenuto dall’amministrazione, l’istituzione – a fine stagione – di una commissione per decidere come utilizzare i nuovi introiti. Niente tassa di soggiorno, per quest’anno, in centri come Sanremo e Jesolo. E neppure in Versilia: per quest’anno non se ne parla, spiega il presidente dell’APT versiliana Massimo Lucchesi. Ma il dibattito, visti anche i chiari di luna dei bilanci, si riaprirà dopo l’estate. “Il tentativo è di rimandarla il più tardi possibile, e prima andrà comunque fatta chiarezza sulla destinazione dei fondi: qualcuno teme che vadano a finire nei bilanci comunali per capitoli non necessariamente turistici”. C’è anche un problema normativo: là fino a oggi si è ragionato in termini di ambiti turistici, per cui non c’è neanche un vero elenco dei comuni a valenza turistica. C’è chi è tra color che son sospesi, come il comune salernitano di Camerota (nella foto), che l’ha già approvata ma la applicherà dal 2012. Tornando in Puglia, sul Gargano a Rodi, causa ristrettezze, l’hanno dovuta applicare quest’anno: da 80 centesimi a 1,50 euro, tutto – assicura l’Amministrazione – per progetti di accoglienza. A Vieste, il principale centro del distretto turistico pugliese, invece se ne riparlerà. L’amministrazione appena insediata ha preferito rimandare l’argomento. Ma sarà un dibattito complesso: molti degli amministratori locali, ci spiegano dall’APT, sono anche operatori turistici. Chissà quale delle due anime avrà la meglio.

(Newsrimini.it)

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